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Fùtbologia
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sweepsy

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MessaggioInviato: Mer Giu 06, 12:23:16    Oggetto:  Fùtbologia
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Citazione:
Fútbologia 2012 è un festival di tre giorni a Bologna per ripensare il calcio. A Ottobre.
Di giorno conferenze e incontri, di sera reading e concerti.
In mezzo proiezioni di film e documentari, torneo di calcio a cinque, bar sport, workshop di costruzione della palla per bambini. E tanto altro ancora.
John Foot, Simon Kuper, David Winner, David Goldblatt, Gianni Minà, Valerio Mastandrea, Paolo Sollier, Wu Ming, Guido Chiesa, Diego Bianchi, Mimì Clementi saranno con noi, anche per organizzare l’evento. Tanti altri amici italiani e stranieri continuano ad aggiungersi.
Tutti gli eventi congressuali saranno ad accesso gratuito. Grazie anche alle decine di volontari che hanno generosamente offerto il loro aiuto per l’organizzazione.

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Se vuoi ragionare sul calcio e divertirti con il calcio, se vuoi venire al festival o seguirlo su internet con liveblogging, eventi in streaming e pubblicazione degli atti, partecipa al nostro progetto.



Visto che ci si è scaldati sulle parole di Monti riguardanti il calcio, colgo l'occasione della presentazione di questo evento parecchio alternativo per invitarvi a parlarne in un thread adatto.
Posto che condivido le parole di Monti, anche se semplicemente provocatorie, mi/vi chiedo: bisogna necessariamente lasciare che il calcio sia appannaggio di chi lo gestisce ora? E' possibile invece ritrovare un'umanità e una socialità che sembrano completamente perse?

_________________
Alla ricerca di un denso compiuto nello starnuto ontologico umano O_O

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.. e se serve.. coso si scuoia!
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MessaggioInviato: Mer Giu 06, 12:23:16    Oggetto: Adv






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Orientalista partenopeo

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italy
MessaggioInviato: Gio Giu 14, 17:15:47    Oggetto:  
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Rispondo qui al seguente post:
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Saratoga ha scritto:
Vorrei trovare delle statistiche in merito, ma sono ragionevolmente certo che la percentuale di appassionati di calcio in Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, ecc. non sia niente affatto diversa da quella italiana.

Io ti parlo di A e tu continui a rispondermi con B.
Non è assolutamente rilevante sapere quante persone seguano il calcio altrove e se queste percentuali collimino con quelle italiane o addirittura le superino.
Il punto semmai è questo: capire se si tratta di appassionati che fanno anche altro o appassionati che hanno una vita culturale povera o nulla e che, avendo poco altro, coltivano il calcio come monomania.
Non c'è niente di male a dedicare il tempo a delle futilità: lo si fa ovunque. Per tutti, però, la giornata è composta di 24 ore: concordi? In Olanda il tempo non si allunga come per magia e gli olandesi non hanno giornate di 36 ore. Quindi, se leggono di più e sono più interessati alla cultura, lo fanno perché vi dedicano del tempo sottraendolo alle scemenze: più di noi, evidentemente, nonostante abbiano come noi il calcio, il Grande Fratello (che hanno inventato loro) e futilità di ogni tipo, televisive e non.
Ne consegue anche che chi dedica più tempo alla cultura, ne parlerà più spesso (la mia famosa percezione soggettiva sui discorsi e blablabla): affermazione che tu hai contestato.

Saratoga ha scritto:
l'esterofilia basata sul nulla

Certo, sul nulla. Certo, sulle mie percezioni soggettive. Certo, non è vero che gli olandesi leggono più giornali (intendo giornali seri, non la carta igienica rosata chiamata Gazzetta dello Sport) e, aggiungo ora, più libri di noi. Vuoi vedere come è messa l'Olanda in confronto a noi? Guarda tu.
Citazione:

The 2009 Human Development Report used the percentage of people lacking functional literacy skills as one of the variables to calculate the Human Poverty Index in developed countries.

People lacking
functional literacy
skills
(% aged 16–65)
1994–2003


Italy 47.0
Mexico 43.2
Ireland 22.6
United Kingdom 21.8
United States 20.0
Belgium 18.4
New Zealand 18.4
Australia 17.0
Switzerland 15.9
Canada 14.6
Germany 14.4
Netherlands 10.5
Finland 10.4
Denmark 9.6
Norway 7.9
Sweden 7.5

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Non c'entra solo il calcio in questa tragica situazione. Scalzarlo dal piedistallo e cominciare a dare importanza a cose più serie aiuterebbe molto, però. Prendersela sempre con i governi che non investono in cultura è poi sterile: primo perché i governanti ce li scegliamo noi (perfino i governi tecnici hanno sempre il sostegno di un parlamento eletto dai cittadini), secondo perché i governanti appartengono allo stesso popolo di analfabeti che esibisce cifre così vergognose. Sono gli stessi governanti che hanno fatto i salti mortali per salvare i bilanci delle società di calcio, come ha ricordato Monti nella sua provocazione, ma che hanno sempre considerato la cultura come l'ultima delle priorità: tutto questo con il benestare del popolo, che trova molto più disdicevole far fallire la propria squadra del cuore che tagliare finanziamenti alla ricerca o alla manutenzione dei siti archeologici (se non è immaturità questa, per non dire crassa ignoranza, dimmi tu cos'è). Se non cambiamo noi tutti rotta, non esprimeremo mai classi politiche con sensibilità per la cultura.

Saratoga ha scritto:
Nessuno ha chiesto a Monti di dare giudizi nè di uscirsene con scemenze populiste.

Nessuno glielo ha chiesto? Perché, dovrebbe parlare solo su richiesta di qualcuno? E di chi? Deve chiederti il permesso, prima di esprimere un'opinione? Più che un'opinione, era un suo personalissimo desiderio e come tale lo ha espresso (precisandolo anche). C'è da inalberarsi tanto? Mah. Non ti piace quello che ha detto? Amen, Mario Monti non ci perderà il sonno, e io neppure.
Piuttosto che scrivere paginoni sull'inattuabilità della "proposta" (se tale si può chiamare, visto che nemmeno lui l'ha formulata come tale), faresti bene a soffermarti sulle cose serissime che ha detto: come quella sui bilanci.
Leggiti questo e capirai meglio cosa c'è dietro alla sua esternazione:
Citazione:
Il premier Monti conosce bene, molto meglio di quanto non sembri, il mondo del calcio. Lo conosce da un’angolatura particolare, inconsueta, quella degli aiuti di Stato. Anche il pallone, infatti, ottenne sussidi pubblici, e lui se lo ricorda bene perchè quando l’Italia varò il decreto “salvacalcio” commissario europeo all’Antitrust era proprio lui. E siccome quel decreto conteneva clausole di salvataggio da paura, ovvio che oggi Monti si rivolti contro un mondo che ha fatto di tutto per salvarsi a spese di tutti.

Continua qui:
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Saratoga ha scritto:
Capisco anche che dire qualcosa di male sul Brasile sia più difficile, essendo un paese in via di sviluppo, mentre sull'Italia si può sparare a zero in tranquillità, ma l'oggettività dei fatti non prevede il politicamente corretto.

Il terzomondismo e il politicamente corretto non c'entrano un tubo. Parlare di oggettività dei fatti, riguardo al Brasile, con link su avvenimenti di 62 anni fa sarebbe come dire che un delitto d'onore avvenuto in Italia negli anni '50 (il delitto d'onore era allora relativamente diffuso e anche tollerato dalla legge, visto che è stato rimosso dal codice penale solo nel 1981) dimostrerebbe come gli uomini italiani di ora siano patologicamente gelosi, violenti e attaccati al senso dell'onore nelle relazioni con le donne. Se uno straniero A sottoponesse queste sue conclusioni a un altro straniero B (entrambi senza esperienza diretta dell'Italia), ti sembrerebbe un'analisi corretta? Lo straniero B potrebbe chiedere un po' stupito allo straniero A: "Ma ne sei così sicuro? Hai un'esperienza diretta dell'Italia e degli italiani?". E qui veniamo all'ultimo punto.


Saratoga ha scritto:
Io non tratto nessuna esperienza con sufficienza. Le tratto per quello che sono : esperienze, quindi per definizione soggettive e difficilmente applicabili ad un ambito vastissimo come quello di una nazione di 60 milioni di abitanti. Ognuno ha le sue insomme, e hanno tutte lo stesso valore.

Peccato che io non mi riferissi in questo caso al paese di 60 milioni di abitanti, ma a quello di 16 milioni di abitanti (l'Olanda). Non a caso io ho preso come termine di paragone un paese che conosco a menadito, non luoghi che conosco solo da racconti di altri. Non sei mica l'unico ad avere amici stranieri residenti in Italia o amici italiani che sono stati o stanno all'estero: fidati, per quello che faccio e che ho fatto, io ne ho molti di più. Nonostante ciò, pur tenendo in conto gli altri, preferisco parlare solo di ciò che conosco bene. I tuttologi che parlano dell'intero globo terracqueo mi ispirano sempre una certa diffidenza.
Se poi ritieni che le tue esperienze mediate e non dirette abbiano lo stesso valore, beh, che dirti? Niente, a parte consigliarti un prolungato soggiorno all'estero. Ti gioverà di sicuro: posto che tutte le percezioni hanno un certo grado di soggettività, capiresti almeno la differenza tra percezione diretta e percezione mediata.

P. S. Si dice "il" samba, non "la" samba.
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