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Il Governo Monti
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gianbi

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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 16:38:14    Oggetto:  
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Questi sciabroni da operetta che qualcuno ha messo al governo dimostrano ogni giorno che passa di essere persone sbagliate al posto sbagliato.
Come i piddini del resto.
NB: in grecia, pur nella m**** fino al collo hanno votato in modo demcratico. Da noi invece ci hanno riempito di bancari e universitari stressati.
Non se ne salva uno. Sono tutti da prendere a sprangate.
Venire a dire di lavorare di più...ci manca la scopa in **** e poi siamo a posto.
Certo, se iniziassero loro a dare il buon esempio..magari riducendosi gli stipendi e lavorando qualcosa in più dei 2 giorni a settimana, forse potremmo anche pensare di starli a sentire.
Così come stanno le cose, ogni volta che parlano sono da prendere a pomodori in faccia.
Inoltre, vedere sempre gli stessi idioti che votano le leggi, dai cicchitto ai lusi ai de gregorio & scilipoti & C. è ancora più avvilente.
Ma l'italietta ha vinto contro quegli scarconi dell'eire. Siamo a posto.

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In avatar, massimo d'alema. Uno statista, uomo forte. Quello "intelligente" e pilastro della nazione. Insieme al suo partito, il piddì, ha contribuito ha riportare la nazione nel suo massimo splendore.
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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 16:38:14    Oggetto: Adv






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Saratoga

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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 00:19:20    Oggetto:  
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gianbi ha scritto:

NB: in grecia, pur nella m**** fino al collo hanno votato in modo demcratico. Da noi invece ci hanno riempito di bancari e universitari stressati.


Anche la Spagna ha votato. Noi invece siamo speciali. Per fortuna abbiamo Napolitano. Quello che glorificava la repressione sovietica in Ungheria, che è riuscito a raggirare un paese intero facendoci credere che le elezioni ci avrebbero portato al fallimento. E nessuno che abbia anche solo provato a contraddirlo. A 10 mesi di distanza io ancora aspetto di trovare l'esempio di un paese fallito a causa delle elezioni. Penso che veramente solo qui una simile truffa poteva avere successo.

Citazione:

Certo, se iniziassero loro a dare il buon esempio..magari riducendosi gli stipendi e lavorando qualcosa in più dei 2 giorni a settimana, forse potremmo anche pensare di starli a sentire.


Impensabile. Sono esperti nell'imporre agli altri sacrifici che non hanno nessuna intenzione di fare. Aumentano a sproposito la benzina, e loro non devono pagarla, ad esempio.

Comunque le speranze che qualcuno li mandi al diavolo sono minime. Cioè, se hai visto, l'articolo di Repubblica propone addirittura un dibattito con tanto di sondaggio. Un sondaggio! Cioè lo prendono sul serio! Anzichè mandarlo dove merita, discutono pure se sia il caso di abolire una settimana di ferie. Dove va un paese dove la sedicente "stampa libera" si comporta così?

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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 02:53:23    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:
Per fortuna abbiamo Napolitano. Quello che glorificava la repressione sovietica in Ungheria, che è riuscito a raggirare un paese intero facendoci credere che le elezioni ci avrebbero portato al fallimento.

Castroneria sesquipedale.
Nessuno è stato raggirato. La nostra è una repubblica parlamentare, il che significa che se si trova una maggioranza alternativa si può fare un altro governo senza andare a votare: nel dopoguerra è avvenuto decine di volte. Il resto, con tutte le annesse vaccate su presunti colpi di Stato (propinateci da un popolo variopinto composto da falchi berlusconiani, leghisti, fascisti che vanno da Storace a Forza Nuova, grillini, signoraggisti e complottisti della domenica e in più anche un discreto numero di cretini di estrema sinistra, perfettamente berlusconizzati nella loro crassa ignoranza delle regole costituzionali), è fuffa.
Se non si è andati a votare non è perché Napolitano ha ipnotizzato tutti, ma perché i partiti che appoggiano l'attuale governo hanno scelto di farlo. Sarebbe bastato non votare la fiducia a Monti e il governo non si sarebbe mai insediato, con conseguenti inevitabili elezioni: punto, chiuso, finito.
Io avrei preferito un milione di volte andare a votare. Non me la prendo però con Napolitano, perché la responsabilità delle mancate elezioni è soprattutto di chi avrebbe potuto (e dovuto) chiederle, anche perché in quel particolare momento le avrebbe probabilmente stravinte: del PD. Il resto, ripeto, è fuffa. Napolitano non avrebbe certo spedito i corazzieri del Quirinale ad arrestare Bersani, se non avesse votato la fiducia a Monti.
Per quanto appena detto sono parimenti vaccate tutte le chiacchiere sul senso di responsabilità e blablabla. Chiacchiere molto comode per i partiti che non volevano - loro in primis - andare a votare e che hanno spacciato la loro vigliaccheria (mi riferisco soprattutto al PD) come obbedienza alla suprema volontà del Capo dello Stato.
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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 07:43:07    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:



Rimpiango Silvio sempre di più. Almeno lui, quando diceva una minchiata sesquipedale, poteva essere preso a male parole tranquillamente. A questi invece bisogna pure prenderli sul serio, con tanto di pensosi dibattiti aperti ad ogni vaccata che proferiscono.





Ti servirebbe un fazzolettino, anzi un tovaglione per "quello", questi tra poco SPARISCONO assieme alla canea di partiti-ladroni che ci grassano.







Forza GRECIA bastona i crucchi (al balon)



*μείωση. decrescita.
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MessaggioInviato: Gio Giu 21, 14:34:11    Oggetto:  
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A proposito del governo Monti e di quello che dicevo sul ridicolo paternalismo e sul luogocomunismo imperante dei cosidettti "tecnici", ecco un bell'articolo del Fatto Quotidiano che riassume alcune delle più esilaranti dichiarazioni, anche se ne mancano alcune notevoli, come la Fornero e la sua "paccata" di miliardi e la Severino e i giovani d'oggi :

Citazione:

Comunicare è l’imperativo categorico dei politici. I tecnici non comunicano, per definizione. Ma quando cominciano non sanno come smettere. Diventa una droga. Tu spari la prima cosa che ti viene in mente, magari non intelligentissima, e il giorno dopo te la trovi squadernata sulle prime pagine. Il gioco ha conquistato i colonnelli di Mario Monti, che ogni giorno mettono alla frusta i propri neuroni per secernere una frase a effetto. Proprio come tossici in cerca della dose per svoltare la giornata.

C’è una versione nobile di questa forma di dipendenza, impersonata dal premier e dal ministro del Lavoro Elsa Fornero. Non sono apparentemente interessati alla popolarità, ma ritenendosi investiti di un dovere pedagogico, conquistano i titoli dei giornali con massime universali, tendenti a convincere gli italiani dell’obbligo morale di riscattare una vita dissipata (best hits: “il posto fisso è noioso”, “non siamo qui per distribuire caramelle” , “voglio cambiare il modo di vivere degli italiani”, “se diamo il reddito minimo di cittadinanza ai giovani disoccupati si siedono a mangiare pasta e pomodoro”, “gli esodati sono un costo della riforma delle pensioni”). Monti e Fornero comunicano con dolore, anche quando non piangono.


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Io comunque, fossi la Bocconi, a questo punto chiederei i danni di immagine.

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MessaggioInviato: Gio Giu 21, 17:49:00    Oggetto:  
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Monti, in silenzio, revoca la detassazione degli straordinari del Governo Berlusconi

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MessaggioInviato: Sab Giu 23, 09:12:11    Oggetto:  
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MONTI sapendo di MONTIRE.
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MessaggioInviato: Sab Giu 30, 22:03:30    Oggetto:  
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Spending review, decreto sviluppo, caso Fornero. Monti ritrova le grane italiane

Tagli a beni e servizi della pubblica amministrazione lunedì sul tavolo del Consiglio
dei ministri. Un tema difficile, ma non l'unico: c'è anche il dl di Passera, nel quale potrebbero rientrare anche modifiche al provvedimento sul lavoro appena approvato. E sul ministro del Welfare pende una mozione di sfiducia.


Un disastro evitato, ma tanti nodi che restano. Per Mario Monti e il governo, infatti, il peggio non è affatto passato, anche se i risultati ottenuti allontanano concretamente l’ipotesi di una crisi al buio con tanto di elezioni anticipate ad ottobre. Il “baratro”, insomma, si è spostato solo un po’ più in là, ma le misure annunciate per rimettere a posto la spesa pubblica e le manovre per lo sviluppo sono ancora tutte da declinare. E, soprattutto, da approvare in tempi rapidi. Va bene aver strappato un buon accordo, ma i compiti a casa restano ancora tutti da fare.
Certo, se fosse fallito il vertice di Bruxelles, Mario Monti sarebbe tornato in gran fretta a Roma dove l’avrebbero atteso, già seduti al tavolo rotondo di Palazzo Chigi, i ministri Passera – con Enrico Bondi al fianco – Grilli, Moavero, Giarda e pure la Fornero. Il piano era già stato stabilito; un Consiglio dei ministri straordinario, nella notte di domenica, per varare una spending rewiev micidiale nel tentativo estremo di salvare le banche e titoli da un’onda speculativa che avrebbe inevitabilmente colpito le borse, con conseguenze inimmaginabili per la tenuta dell’intero sistema Italia per non parlare di quello creditizio. Un “film dell’orrore” che qualcuno, ai piani alti del Tesoro e a quelli del governo, si era già immaginato: mentre l’Italia stringe i denti per la finale della Nazionale calcistica, il governo gioca un’altra finale drammatica per tenere in piedi il Paese reale.
Invece Mario Monti, come ha commentato salacemente uno dei protagonisti del summit europeo, si è rivelato “non solo un ottimo economista, ma anche un grande giocatore di poker”. E le misure sul nuovo uso del fondo salva stati a fini anti-spread può essere considerato un risultato politico tutto italiano; quelle norme le hanno scritte Monti, Moavero e Grilli la scorsa settimana, ma con poche speranze di farle digerire alla Cancelliera. È andata in modo diverso, ma ora tocca fare, in qualche modo, i primi della classe.
Lunedì mattina, infatti, Monti riunirà il previsto consiglio dei ministri per il varo della spending review nella parte riguardante il decreto di nomina di Bondi, ovvero i tagli a beni e servizi della pubblica amministrazione. Si tratta solo di uno spicchio della grande torta di riorganizzazione della spesa dello Stato, ma di certo adesso si guarda alla revisione dei meccanismi di bilanciamento dei costi in modo meno ossessivo di prima. Monti, comunque, è stato chiaro.Entro la fine del prossimo mese, ossia dopo che gli accordi di Bruxelles di ieri verranno ratificati nel corso del nuovo vertice dell’ 8 e 9 luglio prossimi, sarà varata la seconda parte della spending, in modo da consentirne l’approvazione definitiva entro l’inizio di ottobre.Più scivoloso, almeno sul fronte politico, il decreto sviluppo, che è pronto ad essere sottoposto alla discussione parlamentare. A quanto sembra, all’interno del provvedimento rientreranno anche tutte quelle modifiche alla legge Fornero sul lavoro, richieste da partiti e Confindustria, che non si sono potute discutere perché Monti voleva portarsi la nuova normativa sul lavoro a Bruxelles già approvata in via definitiva. Ecco che, quindi, sullo sviluppo potrebbero riaprirsi le fibrillazioni politiche, non solo con i partiti, ma anche con i sindacati, decisi a dare battaglia con maggior vigore di prima. E, soprattutto, con il voto sulla mozione di sfiducia alla ministra Fornero voluto dall’Idv, ma destinato a trovare consensi trasversali in Parlamento – che si consumerà mercoledì alla Camera. Forse, però, dopo il risultato del vertice, anche la tensione intorno alla ministra del Lavoro potrebbe stemperarsi. Si vedrà. Intanto, quello del decreto sviluppo resta il piatto caldo prima della pausa estiva. Monti dovrebbe chiudere l’estate con la parte sostanziale dell’impalcatura economica già varata dal Consiglio dei ministri e in via di discussione parlamentare. Poi, certo, si entrerà nel vivo con la messa a punto della manovra economica, a fine settembre. E non è detto che allora, nonostante i buoni auspici di oggi, lo spread sia diventato solo un ricordo.

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Marilyn B.

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MessaggioInviato: Mer Lug 04, 22:17:37    Oggetto:  
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Fornero, respinta mozione di sfiducia. Di Pietro: “Dal ministro imbroglio gravissimo”

La votazione finisce con 435 contrai, 18 astenuti e solo 88 voti a favore dei documenti presentati da Idv e Lega contro la responsabile del Welfare, che commenta: "Non ho mai mentito". Dozzo (Lega): "Non è il ministro del Lavoro, ma della disoccupazione"

Elsa Fornero resiste. La Camera ha respinto le mozioni di sfiducia presentate da Idv e Lega contro il ministro del Welfare. I voti a favore sono stati 88, 435 i contrari, 18 gli astenuti. La votazione di oggi, dopo le dichiarazioni al Wall Street Journal in cui la Fornero ha sostenuto che il lavoro non siaun diritto, è stata preceduta da tensioni nei partiti della maggioranza. E una posizione compatta oggi in Aula da parte di Pd e Pdl non era per niente scontata, tanto che ieri il presidente del Consiglio Mario Monti aveva avvertito che un voto contro il ministro sarebbe stato un voto contro l’intero governo. Alla fine però i partiti della maggioranza hanno assicurato il loro sostegno all’esecutivo, seppure con qualche defezione tra i deputati del Pdl (in cinque hanno votato sì alla sfiducia, 16 sono stati gli astenuti, mentre 40 gli assenti, di cui 9 in missione). Nel Pd invece non hanno partecipato al voto in 19, ma – spiegano dal gruppo – solo 5 erano gli assenti non giustificati.
”La mozione mi ha creato sofferenza – commenta Fornero dopo avere superato la prova dell’Aula - però la abbiamo superata e ora continuerò a lavorare come prima”. “Non ho mai mentito, non è mia abitudine”, assicura poi, rispondendo così indirettamente all’attacco di Antonio Di Pietro, che ha dichiarato: ”Sarò sobrio nella mia dichiarazione di voto sulla sfiducia al ministro Fornero, e lo farò mordendomi la lingua perché ho rispetto sia del suo ruolo sia del fatto che sia una donna”.Il leader dell’Idv ha aperto il suo intervento sulla sfiducia che è dovuta “a ragioni di merito e di metodo”. “Il ministro ha commesso un imbroglio gravissimo affermando il falso, mentendo sapendo di mentire”, ha detto l’ex pm riferendosi ai numeri diffusi sugli esodati: “Sapeva che il dato da lei riferito era falso e lo ha fornito comunque”. Di Pietro ha poi contestato l’intervista al Wall Street Journal in cui il ministro ha detto che il lavoro non è un diritto, parlando di “arroganza nel violare l’articolo 1 della Costituzione: è gravemente offensivo per gli italiani”. E ancora: “Come fa un ministro in carica a dire che il sommerso, ovvero una illegalità, è un rischio che la sua riforma può determinare ricorda quel ministro della prima repubblica che diceva che la mafia era un rischio con cui bisognava convivere”.
All’attacco di Di Pietro è seguito quello del capogruppo della Lega Giampaolo Dozzo: ”In quest’aula il ministro Fornero non gode di alcuna stima, considerazione e fiducia. Non è il ministro del Lavoro ma della disoccupazione. Lei non può fare a meno della propria sedia, ma il Paese può fare benissimo a meno di lei”, ha detto durante le dichiarazioni di voto.Ha invece annunciato, come previsto, voto contrario alla mozione di sfiducia il Pd. ”Errori? Ce ne sono stati a cominciare da quello della sottovalutazione del dramma degli esodati, ma come tutti gli esseri umani, anche gli scienziati (e i tecnici) fanno degli errori, ma tanto il metodo scientifico che il processo politico è pensato per scovarli e correggerli”, ha detto il democratico Alessandro Maran. Ricordando il “tributo di sangue inaccettabile” di Bachelet, Ruffili, D’Antona, Marco Biagi, il parlamentare del pd ha sostenuto che “se c’è una materia che nel nostro paese dovremmo guardarci bene dal personalizzare, questa è proprio il diritto del lavoro. E contro il ministro Fornero come contro Ichino e molti altri, si sono sprecate le campagne personali, gli inviti a tacere, minacce di vario ordine e grado,l’isolamento politico. Motivo in più per costringerci a discutere della materia, come si fa in tutta Europa, al di fuori delle personalizzazioni. Anche perchè si tratta di decisioni assunte collegialmente dal Governo, cui non è estranea la Ragioneria dello Stato. E’ lecito, infatti, il sospetto che le esigenze di cassa abbiano avuto il sopravvento sul merito”. Sulle possibili divisioni interne al partito, il segretario Pierluigi Bersani, ai cronisti che gli chiedevano se fosse stato difficile convincere i deputati del Pd a votare contro la mozione ha detto: ”Quando senti gli argomenti dei leghisti diventa facile convincere i tuoi”.Per quanto riguarda il Pdl, la posizione ufficiale di appoggio al ministro è stata esposta da Giuliano Cazzolla (“siamo leali a questo governo e ci fidiamo dell’impegno solenne del presidente Monti”), ma non sono mancate le divisioni, con Alessandra Mussolini che ha dichiarato: “Lei è davvero il ministro della disoccupazione, io voterò la mozione perché lei è un ministro che si deve dimettere. Lei non versa le lacrime, ma le fa versare”. Duro anche il compagno di partito Edmondo Cirielli, che annunciano il suo sì alla sfiducia ha parlato di “un ministro pessimo sul piano politico insensibile alle problematiche e alla tragedia del mondo del lavoro, incapace di affrontare l’emergenza occupazionale che attanaglia l’Italia”.

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MessaggioInviato: Mar Lug 10, 23:02:38    Oggetto:  
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Orientalista partenopeo ha scritto:

Castroneria sesquipedale.
Nessuno è stato raggirato. La nostra è una repubblica parlamentare, il che significa che se si trova una maggioranza alternativa si può fare un altro governo senza andare a votare: nel dopoguerra è avvenuto decine di volte. Il resto, con tutte le annesse vaccate su presunti colpi di Stato (propinateci da un popolo variopinto composto da falchi berlusconiani, leghisti, fascisti che vanno da Storace a Forza Nuova, grillini, signoraggisti e complottisti della domenica e in più anche un discreto numero di cretini di estrema sinistra, perfettamente berlusconizzati nella loro crassa ignoranza delle regole costituzionali), è fuffa.
Se non si è andati a votare non è perché Napolitano ha ipnotizzato tutti, ma perché i partiti che appoggiano l'attuale governo hanno scelto di farlo. Sarebbe bastato non votare la fiducia a Monti e il governo non si sarebbe mai insediato, con conseguenti inevitabili elezioni: punto, chiuso, finito.




Il tuo ragionamento, non fa una piega. Ma ho un dubbio su un punto...
se non sbaglio (cerco di andare a memoria), il governo precedente,
non è stato sfiduciato... o meglio: non è stata votata la sfiducia (mi pare di ricordare).
Domanda: il votare la sfiducia, e vincere ai voti (da parte di chi presenta la sfiducia - opposizioni), non è, l'atto formale con cui un governo viene mandato a casa ?
Dico questo, perchè, dopo aver letto il tuo intervento, sono andato a rileggermi questo articolo qua (link a seguire).

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E ciò che ha catturato la mia attenzione, sono queste poche righe

"[...]Nel suo esposto l’avvocato Gianfranco Orelli ha evidenziato
come la “designazione” di Mario Monti da parte di Giorgio Napolitano
abbia avuto luogo con un Governo in carica che formalmente
non era stato sfiduciato: “Una cosa mai vista”. [...]"

rimane in me, cmq. , la curiosità di sapere come andrà a finire la questione.
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MessaggioInviato: Mar Lug 10, 23:53:39    Oggetto:  
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Il governo delle meraviglie...

"[...]Più armi e qualche maresciallo in meno. I tagli veri sono per le missioni all’estero. Il piano presentato dal ministro della Difesa nel solco dell’operazione spending review è tutto qui. Il documento parla di un miliardo di euro da ripartire nel biennio 2013-2014 ma sembra ben poca cosa rispetto ai cinque/sette chiesti, ad esempio, alla sanità o ai 24mila esuberi nella pubblica amministrazione. [...]"

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MessaggioInviato: Mer Lug 11, 23:31:37    Oggetto:  
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va a ciapè i rat ha scritto:

Il tuo ragionamento, non fa una piega. Ma ho un dubbio su un punto...
se non sbaglio (cerco di andare a memoria), il governo precedente,
non è stato sfiduciato... o meglio: non è stata votata la sfiducia (mi pare di ricordare).
Domanda: il votare la sfiducia, e vincere ai voti (da parte di chi presenta la sfiducia - opposizioni), non è, l'atto formale con cui un governo viene mandato a casa ?
Dico questo, perchè, dopo aver letto il tuo intervento, sono andato a rileggermi questo articolo qua (link a seguire).

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E ciò che ha catturato la mia attenzione, sono queste poche righe

"[...]Nel suo esposto l’avvocato Gianfranco Orelli ha evidenziato
come la “designazione” di Mario Monti da parte di Giorgio Napolitano
abbia avuto luogo con un Governo in carica che formalmente
non era stato sfiduciato: “Una cosa mai vista”. [...]"

rimane in me, cmq. , la curiosità di sapere come andrà a finire la questione.

Non è necessaria la sfiducia in caso di dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri: in quel caso, il governo decade automaticamente. Vale per Berlusconi come per chiunque altro: se domani Monti salisse al Quirinale per dimettersi, l'attuale governo decadrebbe senza nessun voto di sfiducia.
Francamente non capisco a quali motivazioni giuridiche si appigli questo avvocato.
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Saratoga

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MessaggioInviato: Gio Lug 12, 11:35:08    Oggetto:  
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Orientalista Partenopeo ha scritto:

Castroneria sesquipedale.
Nessuno è stato raggirato


Io intendevo un'altra cosa. Che costituzionalmente sia tutto legittimo è palese. Il raggiro consiste nelle motivazioni con cui ha tanto insistito per la formazione del governo tecnico : che non si può votare per la crisi. Una stupidaggine senza nè capo nè coda che non si è mai sentita in nessuna parte del mondo, una vera e propria truffa ai danni di un paese beota che non ha sollevato obiezioni. Ribadisco, solo qui una simile, ridicola motivazione per non votare poteva avere successo.

Citazione:

Se non si è andati a votare non è perché Napolitano ha ipnotizzato tutti, ma perché i partiti che appoggiano l'attuale governo hanno scelto di farlo.


Si, però è indubbio che Napolitano abbia avuto un ruolo determinante nella decisione. E lui che si è imposto, sfruttando la totale perdita di credibilità della politica e del governo uscente per far valere il proprio carisma e il proprio ruolo istituzionale.
I partiti sono stati deboli, opportunisti e disonesti (PD in primis, ovviamente), però è stato lui a fare pressioni, ad insistere, a prendere il comando delle operazioni con decisione. Come una sorta di ricatto non scritto, al quale difficilmente ci si poteva opporre.
Io ricordo benissimo che il giorno stesso delle dimissioni, Berlusconi si presentò dicendo che dopo di lui c'erano solo le elezioni, e devo dire, per una volta, è stato l'unico a dire la cosa giusta. Sembrava insomma si dovesse andare a votare. Ma è stato Napolitano che è subito intervenuto dicendo di no, si sapeva che aveva già deciso per Monti, ha di fatto dato la mazzata finale sapendo di avere il coltello dalla parte del manico, sfidando tutti a contrastare la decisione ben sapendo che erano troppo deboli per farlo.
Personalmente ritengo che un 50 % di colpe ce le abbia lui.

Purtroppo viviamo in un paese dove la glorificazione del presidente praticamente è per legge. Adorazione incondizionata, grottesca, da fanatici. Nessuno che abbia il coraggio di dire niente. E si che altrove lo si fa. Il capo dello stato tedesco costretto a dimettersi non mi pare si sia trovato bene. Su Obama e prima ancora su Bush gli americani ne hanno dette e potevano dirne quante ne volevano.
Forse neanche nel Regno Unito esiste un'adorazione a priori di questo tipo per il capo dello stato - e li si tratta pur sempre di una regina.

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MessaggioInviato: Gio Lug 12, 18:15:43    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:
costituzionalmente sia tutto legittimo è palese. Il raggiro consiste nelle motivazioni con cui ha tanto insistito per la formazione del governo tecnico : che non si può votare per la crisi.


Penso che molti (me compreso) non si siano lamentati all'inizio perche' pur di togliersi il nano di torno immediatamente qualunque cosa sarebbe andata bene. Ed un governo tecnico vero, in teoria, non mi sarebbe dispiaciuto. Ovvio che la soluzione "normale" sarebbero state le urne. Che poi ora il governo Monti si stia rivelando ora quasi un governo Berlusmonti (col PD che ogni tanto pigola un minimo di disappunto) e non un governo di tecnici capaci (la Fornero, la Fornero! Quasi (quasi, neh...) mi fa rimpiagere Brunetta!!!) puke

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Orientalista partenopeo

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MessaggioInviato: Ven Lug 13, 17:27:04    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:

Io ricordo benissimo che il giorno stesso delle dimissioni, Berlusconi si presentò dicendo che dopo di lui c'erano solo le elezioni, e devo dire, per una volta, è stato l'unico a dire la cosa giusta.

Eri presente ai colloqui riservati tra Berlusconi e Napolitano? Minchia, hai un super scoop: vendilo a qualche giornale. Razz
Tutto quello che Berlusconi, Napolitano, Bersani o il Grande Puffo hanno dichiarato pubblicamente in quei giorni (compresa la scemenza, perché di scemenza si tratta, che non si poteva votare perché c'era - e c'è - la crisi) ha un'importanza molto relativa: quelli che contano sono i fatti. Berlusconi poteva innanzitutto non dimettersi e anche a dimissioni avvenute avrebbe potuto, come il PD, non votare la fiducia a Mario Monti.
La verità è che Napolitano ha solo interpretato la generale volontà dei principali partiti di non andare a votare: non è né un mago né un incantatore di serpenti. Dico di più, non poteva fare altrimenti: la forzatura ci sarebbe stata se Napolitano avesse sciolto le Camere (cosa che non sarebbe dispiaciuta né a me né a te né a molti altri, ma questo conta poco) pur essendo a conoscenza - perché ne era certamente a conoscenza - del fatto che un'opzione governo tecnico con Mario Monti era tutt'altro che sgradita alla maggioranza dei partiti in Parlamento.
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