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Femminicidio
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potapotayaki

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MessaggioInviato: Lun Mag 13, 23:44:52    Oggetto:  
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Ma qui non si sta cercando di negare il problema. Si sta cercando di dagli il giusto peso ed un giusto contesto. E possibilmente di trovre una soluzione vera. Hai voglia a fare la legge sul femminicidio quando: 1) Il processo durerebbe lustri. 2) Se sei al punto di fare un processo per femminicidio, hai fallito in quanto non hai saputo prevenire. 3) La condizione della donna con il mitologico reato di femminicidio rimarrebbe esattamente la stessa.

"Quasi ogni giorno" (facendo le debite proporzioni in % della popolazione) muoiono bambini, immigrati, gay, etc. A me 'ste cose di "Quasi ogni giorno..." sanno di propaganda spicciola.

Il problema per me e' che si gestisce la cosa in parte come si era gestito il grandioso "caso Rom" durante le elezioni a sindaco di Roma. Vi ricordate le orde di luridi assassini Rom prima delle elezioni, con le TV, ed i media in generale, a strillare al massacro con episodi di stupri ed omicidi ad ogni TG ("Quasi ogni giorno" un Rom stupra o uccide un cittadino italiano)? Con il gladiatore Alemanno paladino dei deboli? Bene, dopo la sua elezione a sindaco a Roma nessun Rom ha piu' dato neanche un buffetto su una guancia a chicchessia, cosi' pare.
Quindi:
- Miracolo dello spazzaneve umano Alemanno, che ha convertito i perfidi barbari con la sola imposizione delle mani. Ora i terribili Rom fanno i chierichetti.
- Il fenomeno non e' mai esistito, ed il problema principale di Roma, come per Palermo, e' il traffico.
- Il fenomeno esisteva, ma era stato ingigantito prima. Ora e' sottaciuto/trascurato.
Ad ogni modo il caso e' servito egregiamente per distogliere l'attenzione e permettere di orientare l'opinione pubblica verso una direzione cara ad una parte politica.

Ora, l'unica domanda che mi interessa: "Il problema e' stato davvero risolto, o no?" Rolling Eyes

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"ma nun doveva esse mejo?"
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MessaggioInviato: Lun Mag 13, 23:44:52    Oggetto: Adv






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Antonio Accento

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MessaggioInviato: Mer Mag 15, 08:36:22    Oggetto:  
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Io credo che sia una malattia tutta italiana quella di inventare falsi problemi. Il femminicidio non esiste, esiste l'omicidio e basta (con la parola "omicidio" riferita a qualsiasi essere umano).
Come ovviamente non esiste il gaycidio, lo xenocidio o altro del genere.
Purtroppo c'è chi ragiona per concetti (o almeno ci prova) e chi invece ragiona per slogan.

_________________
Ciò che è è ciò che non è non è ciò che è non è ciò che non è ciò che non è non è ciò che è non è così (inserire punteggiatura).
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Saratoga

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MessaggioInviato: Mer Mag 15, 13:36:14    Oggetto:  
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Non è che si neghi il problema, è che solitamente, l'onere della prova spetta a chi sostiene una certa cosa. E io non vedo un solo singolo argomento credibile che certifichi l'esistenza di questo presunto problema.
Viceversa avrei molti dati, scientifici e statistici, che dimostrano la sua totale non esistenza.

Cioè quando si fanno affermazioni di questo genere :

Citazione:

le donne muoiono, quasi tutti i giorni, ammazzate in quanto donne.


mi chiedo se ci si rende conto di quello che si sta dicendo. Chi ha scritto questa cosa, può spiegare cosa significa e soprattutto come intende dimostrarlo?
L'omicidio della donna in quanto donna non esiste. Non in Italia, certamente. Altrimenti vorrei sentirne anche un solo caso dimostrato.

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"La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomigli molto alla prima."
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Orientalista partenopeo

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MessaggioInviato: Mer Mag 15, 14:40:35    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:
Non è che si neghi il problema, è che solitamente, l'onere della prova spetta a chi sostiene una certa cosa. E io non vedo un solo singolo argomento credibile che certifichi l'esistenza di questo presunto problema.
Viceversa avrei molti dati, scientifici e statistici, che dimostrano la sua totale non esistenza.

Cioè quando si fanno affermazioni di questo genere :

Citazione:

le donne muoiono, quasi tutti i giorni, ammazzate in quanto donne.


mi chiedo se ci si rende conto di quello che si sta dicendo. Chi ha scritto questa cosa, può spiegare cosa significa e soprattutto come intende dimostrarlo?
L'omicidio della donna in quanto donna non esiste. Non in Italia, certamente. Altrimenti vorrei sentirne anche un solo caso dimostrato.

Saratoga, al Consiglio d'Europa sono dei visionari?

Serie dei Trattati del Consiglio d’Europa – N° 210
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica
Citazione:
Riconoscendo che il raggiungimento dell’uguaglianza di genere de jure e de facto è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne;

Riconoscendo che la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione;

Riconoscendo la natura strutturale della violenza contro le donne, in quanto basata sul genere, e riconoscendo altresì che la violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini;

eccetera eccetera eccetera

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Riguardo poi all'omicidio della donna in quanto donna, questa mi sembra una risposta molto sensata:
Citazione:
Possibile che ci sia ancora qualcuno che vuole archiviare il fenomeno, definendolo una percentuale statistica accettabile in un Paese di 60 milioni di abitanti, fornendo come prova del ragionamento che “il femminicidio non esiste perché l’assassino non voleva ammazzare una donna a caso, ma solo quella che lo ha lasciato. Quindi, secondo questa linea di pensiero, la donna non è ammazzata in quanto donna (come invece gli ebrei sotto il nazismo), ma “solo” in quanto soggetto che interrompe la relazione con il fidanzato, il marito o l’amico. Un fenomeno che così inquadrato non rappresenterebbe, per alcuni, alcuna emergenza.

Tuttavia, questo ragionamento ignora o dimentica molti fatti, in primis quello che le esperte e gli esperti del settore sanno, ovvero che un uomo che maltratta userà violenza nei confronti di tutte le donne con cui entra in relazione e quindi va fermato subito.

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MessaggioInviato: Mer Mag 15, 19:09:10    Oggetto:  
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potapotayaki ha scritto:
Ma qui non si sta cercando di negare il problema. Si sta cercando di dagli il giusto peso ed un giusto contesto. E possibilmente di trovre una soluzione vera. Hai voglia a fare la legge sul femminicidio quando: 1) Il processo durerebbe lustri. 2) Se sei al punto di fare un processo per femminicidio, hai fallito in quanto non hai saputo prevenire. 3) La condizione della donna con il mitologico reato di femminicidio rimarrebbe esattamente la stessa.

"Quasi ogni giorno" (facendo le debite proporzioni in % della popolazione) muoiono bambini, immigrati, gay, etc. A me 'ste cose di "Quasi ogni giorno..." sanno di propaganda spicciola.

Il problema per me e' che si gestisce la cosa in parte come si era gestito il grandioso "caso Rom" durante le elezioni a sindaco di Roma. Vi ricordate le orde di luridi assassini Rom prima delle elezioni, con le TV, ed i media in generale, a strillare al massacro con episodi di stupri ed omicidi ad ogni TG ("Quasi ogni giorno" un Rom stupra o uccide un cittadino italiano)? Con il gladiatore Alemanno paladino dei deboli? Bene, dopo la sua elezione a sindaco a Roma nessun Rom ha piu' dato neanche un buffetto su una guancia a chicchessia, cosi' pare.
Quindi:
- Miracolo dello spazzaneve umano Alemanno, che ha convertito i perfidi barbari con la sola imposizione delle mani. Ora i terribili Rom fanno i chierichetti.
- Il fenomeno non e' mai esistito, ed il problema principale di Roma, come per Palermo, e' il traffico.
- Il fenomeno esisteva, ma era stato ingigantito prima. Ora e' sottaciuto/trascurato.
Ad ogni modo il caso e' servito egregiamente per distogliere l'attenzione e permettere di orientare l'opinione pubblica verso una direzione cara ad una parte politica.

Ora, l'unica domanda che mi interessa: "Il problema e' stato davvero risolto, o no?" Rolling Eyes

Anche a me la parola "emergenza" fa venire l'orticaria. Non perché non esista il problema, ma perché più che di "emergenza" parlerei di "problema endemico e strutturale mai affrontato con serietà e nei confronti del quale c'è una soglia di tolleranza (sub-)culturale troppo bassa". Qualcosa di più complesso, quindi, che non si può risolvere in un colpo solo con eventuali nuove leggi. Nuove leggi ed emendamenti sono stati proposti qualche tempo fa dalla Carfagna e dalla Bongiorno, ma è la solita deformazione manettara delle destre: tutto si risolve con più manette (a patto che le manette non si stringano ai polsi di Berlusconi e di alcuni dei suoi, naturalmente).
Quello che alcuni (e soprattutto alcune) propongono è qualcosa di diverso, allo stesso tempo più semplice ma più difficile e impegnativo da attuare di una nuova grida manzoniana che poi rimarrà solo sulla carta. Parlo di questo (per inciso, l'intera cronaca di questo incontro con i carcerati minorenni è molto carina):
Citazione:
Le risate si spengono su un tema caro alla Boldrini. Dragana, ragazza rom, le chiede: "Perché si continuano a uccidere le donne, perché non riuscite a fermarli? Ci vuole una legge, e perché non vi sbrigate?". Proprio poche ore prima a Caserta Rosaria Aprea è finita con la milza spappolata in ospedale. La presidente fa un lungo respiro, sceglie le parole: "Le leggi ci sono anche se sono sempre migliorabili. Il punto è: dobbiamo applicare quelle che abbiamo, fino in fondo. Invece molte donne non vengono prese sul serio, ma giudicate alle prime denunce che presentano. Quindi, applichiamo le norme che abbiamo. E poi, chiederei di dare più fondi ai centri anti-violenza, alle case rifugio. E soprattutto: rilanciare l'occupazione femminile, perché una donna che lavora è più libera di andarsene"

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A me non sembrano cose così strampalate, ma idee di buon senso. Per dare però attuazione concreta a queste idee serve una presa di coscienza seria. Ratificando la Convenzione di Istanbul citata nel precedente post e che approderà in parlamento a fine mese, ci sarà un vero riconoscimento ufficiale del problema e quindi l'obbligo morale di attuare una strategia complessiva. La Convenzione non si limita a suggerire eventuali aggiusti legislativi, ma chiede l'attuazione di una strategia complessa e articolata, fatta anche (forse soprattutto) di educazione e prevenzione.
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Saratoga

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MessaggioInviato: Mer Mag 15, 20:57:31    Oggetto:  
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Orientalista Partenopeo ha scritto:

Saratoga, al Consiglio d'Europa sono dei visionari?


No, ma sono espressioni delle correnti di pensiero in voga al momento. Oggi va di moda questa storia delle donne oppresse, una cosa che esiste da sempre e che un tempo era molto peggiore, ma che è stata mediaticamente rilanciata in quest'ultimo periodo.

Citazione:

Riguardo poi all'omicidio della donna in quanto donna, questa mi sembra una risposta molto sensata:


Sensata? Sarebbe sensata questa cosa :

Citazione:

Tuttavia, questo ragionamento ignora o dimentica molti fatti, in primis quello che le esperte e gli esperti del settore sanno, ovvero che un uomo che maltratta userà violenza nei confronti di tutte le donne con cui entra in relazione e quindi va fermato subito.


Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Questa è davvero CLAMOROSA. Una cosa bisogna ammettere : giornalisti come questi, che parlano di femminicidio per partito preso, assolutamente convinti della sua esistenza senza avere il benchè minimo dato a supporto, non sono certo degli sprovveduti e hanno affinato tutte le possibile armi dialettiche per ribattere a qualunque critica.
Ma questa è la più incredibile arrampicata sugli specchi che abbia mai visto Very Happy

Un uomo maltratta tutte le donne con cui entra in relazione...si, certo, ma che sia uno o più, si tratta sempre della SUA donna, quella con cui ha una relazione! Ma è assurdo : un tizio picchia la sua ragazza, poi si lasciano, lui si mette con un'altra e picchia anche quella. Ma è sempre la stessa cosa : la sua violenza si manifesta contro la donna con cui ha una relazione, per motivi che riguardano esclusivamente il loro rapporto. Che sia più di una nel corso della vita, nella sostanza cosa cambia?
Anche perchè se uno è violento per natura con più persone, lo è con tutti, uomini e donne. E se fossero solo donne, non durerebbe molto, perchè se la moglie può avere qualche remora a denunciare il marito, un'altra donna di certo non si fa problemi. Quindi, stiamo parlando della stessa cosa : violenza dovuta a vari fattori della relazione uomo-donna.

Gli estensori di certi articoli sono veramente dei gran furbacchioni...fortuna che sul Fatto Quotidiano c'è anche chi li contesta.

Orientalista Partenopeo ha scritto:
La Convenzione non si limita a suggerire eventuali aggiusti legislativi, ma chiede l'attuazione di una strategia complessa e articolata, fatta anche (forse soprattutto) di educazione e prevenzione.


Aggiusti legislativi non li suggerisce perchè non sono possibile senza stravolgere l'articolo 3 della Costituzione, il più bistrattato di tutti dalle associazioni in difesa di questo e quello.

Educazione : si, ma educare chi? Di certo non gli uomini. Un tipo con tendenze violente non lo è perchè ignorante, lo è per natura. Un violento non lo educhi. Forse si potrebbero educare certe donne che sono convinte di essere amate anche se malmenate. "Mi picchia ma lo amo lo stesso". Come si fa a fare prevenzione, se ci sono ragionamenti del genere?
Esempio l'ultimo caso avvenuto, quella donna ridotta quasi in fin di vita dal compagno. Pare avesse subito già in passato ma sopportava tutto per amore.
E allora, scusate il cinismo, ma che va cercando? Uno che ti usa violenza, non ti ama, PUNTO. O lo capisci e denunci, lo dici a qualcuno, lo lasci, ti allontani, o finisce male. Cominciamo ad educare in questo senso, magari.

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MessaggioInviato: Mar Mag 21, 20:27:06    Oggetto:  
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Un po' di chiarezza:
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Alla ricerca di un denso compiuto nello starnuto ontologico umano O_O

Mi sono rifatta
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Orientalista partenopeo

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MessaggioInviato: Mer Mag 22, 02:07:23    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:

No, ma sono espressioni delle correnti di pensiero in voga al momento. Oggi va di moda questa storia delle donne oppresse, una cosa che esiste da sempre e che un tempo era molto peggiore, ma che è stata mediaticamente rilanciata in quest'ultimo periodo.

Se ci fossimo limitati a reagire con un'alzata di spalle a quello che "esiste da sempre" (cosa che il Consiglio d'Europa riconosce per primo) l'umanità non sarebbe progredita socialmente e culturalmente di un millimetro.

Saratoga ha scritto:
Ma questa è la più incredibile arrampicata sugli specchi che abbia mai visto Very Happy

Un uomo maltratta tutte le donne con cui entra in relazione...si, certo, ma che sia uno o più, si tratta sempre della SUA donna, quella con cui ha una relazione! Ma è assurdo : un tizio picchia la sua ragazza, poi si lasciano, lui si mette con un'altra e picchia anche quella. Ma è sempre la stessa cosa : la sua violenza si manifesta contro la donna con cui ha una relazione, per motivi che riguardano esclusivamente il loro rapporto. Che sia più di una nel corso della vita, nella sostanza cosa cambia?

Tutto sta ad uscire da questa cretinata della donna uccisa in quanto donna, nel senso di una sorta di genocidio pianificato tipo Auschwitz. Sebbene abbia letto spesso questa cretinata (assolutamente strumentale e volta a buttare in caricatura un discorso serio) non c'è un cane che sostenga una cosa del genere, quindi chi l'ha tirata in mezzo crea solo cortine fumogene. Quello che si sostiene - molto ragionevolmente - nel passaggio che commenti è che il soggetto che ha un rapporto malato con l'altro sesso è un soggetto che ha una coazione a ripetere. Anzi: più relazioni fallimentari avrà, più incrementeranno i suoi comportamenti deviati, in intensità e in pericolosità, perché tenderà a sfogare sulla nuova partner le sue frustrazioni precedenti. In pratica si tratta di criminali seriali, e per questi una donna vale l'altra: anche perché qualunque comportamento adotterà la donna, che sia remissivo o "ribelle", lei sarà sempre ad alto rischio violenza e/o persecuzione.
Dove sarebbe l'arrampicata di specchi in tutto questo? Basta un minimo di esperienza di vita per averne conferma.

Saratoga ha scritto:
Anche perchè se uno è violento per natura con più persone, lo è con tutti, uomini e donne.

Niente affatto, perché chi soffre di gelosia paranoica fino ad arrivare alla violenza estrema può essere un soggetto in genere mite (così come un violentissimo ultrà da curva degli stadi può essere rispettoso della sua partner). Anche qui, basta un minimo di esperienza di vita.

Saratoga ha scritto:
Gli estensori di certi articoli sono veramente dei gran furbacchioni...fortuna che sul Fatto Quotidiano c'è anche chi li contesta.

Ho dato una veloce scorsa ai commenti all'articolo in questione e vedo in schiacciante maggioranza uomini imbufaliti. In generale vedo nei commenti ad articoli riguardanti questioni di genere, al contrario del luogo comune dominante (e il fatto che il luogo comune delle orde di streghe femministe isteriche sia smentito dalla realtà dovrebbe già accendere una lampadina), una stragrande maggioranza di maschi isterici che si sentono attaccati semplicemente in quanto possessori di pisello. Francamente non capisco cosa animi tutta questa aggressività. Sarà una paura inconscia di trovarsi le streghe femministe al potere, che taglieranno loro il pisello e lo offriranno in sacrificio alla dea Kalì. Qualcosa del genere.
Io sono uomo, eterosessuale e amante delle donne, nonché regolare possessore di pisello funzionante e tutto il resto, ma chissà perché a) non mi sento attaccato semplicemente in quanto uomo e b) tendo a riconoscere l'esistenza di un problema (scusate il dettaglio volgare sul pisello e tutto il resto, ma nei giorni scorsi mi è capitato di leggere questo commento, per fortuna non rivolto a me ma a un povero malcapitato che si era permesso di usare argomenti femministi: "Tu sei non sei un vero uomo, sei un maschio castrato". Laughing Laughing Laughing ).

Saratoga ha scritto:

Educazione : si, ma educare chi? Di certo non gli uomini. Un tipo con tendenze violente non lo è perchè ignorante, lo è per natura. Un violento non lo educhi. Forse si potrebbero educare certe donne che sono convinte di essere amate anche se malmenate. "Mi picchia ma lo amo lo stesso". Come si fa a fare prevenzione, se ci sono ragionamenti del genere?
Esempio l'ultimo caso avvenuto, quella donna ridotta quasi in fin di vita dal compagno. Pare avesse subito già in passato ma sopportava tutto per amore.
E allora, scusate il cinismo, ma che va cercando? Uno che ti usa violenza, non ti ama, PUNTO. O lo capisci e denunci, lo dici a qualcuno, lo lasci, ti allontani, o finisce male. Cominciamo ad educare in questo senso, magari.

E chi ha detto che a essere educati debbano essere solo gli uomini? Anche le donne devono essere educate a un maggiore rispetto di loro stesse, certo.
Non capisco però perché tu escluda a priori gli uomini e perché tu sia così scettico nei confronti della possibilità di cambiare la natura "innata" di qualcuno. Di innato non c'è niente o quasi, a meno di non pensare che tutto sia determinato solo dai geni. È chiaro che prima cominci e più risultati avrai, perché la nostra personalità futura comincia a prendere una forma abbastanza definita già in adolescenza: dopo diventa difficile. Ho un'amica che ha lavorato al carcere minorile di Nisida: se sapessi quanta passione ha messo nel suo lavoro, difficilissimo perché i casi erano spesso difficilissimi, saresti meno drastico.

Saratoga ha scritto:

Aggiusti legislativi non li suggerisce perchè non sono possibile senza stravolgere l'articolo 3 della Costituzione, il più bistrattato di tutti dalle associazioni in difesa di questo e quello.

Leggi il secondo comma, non ti limitare al primo:
Citazione:
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La Costituzione parla anche di limiti di fatto, perché i costituenti non erano scemi e non vivevano sulla luna. Quindi, dopo avere affermato l'assoluta eguaglianza dei cittadini, hanno anche assegnato alla Repubblica il compito di rendere questa eguaglianza effettiva. Effettiva per tutti, non necessariamente attraverso leggi che "discriminano", ma attraverso tutta una politica (di cui è parte l'educazione, vedi sopra) che INCLUDE. L'eguaglianza deve essere sostanziale, non sulla carta: altrimenti è solo una parola vuota.
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Saratoga

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MessaggioInviato: Mer Mag 22, 16:16:47    Oggetto:  
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Orientalista Partenopeo ha scritto:

Tutto sta ad uscire da questa cretinata della donna uccisa in quanto donna,


Eh, ma questo devi dirlo a tutti i numerosissimi sostenitori di questa sciocchezza, che è il pensiero fondante alla base dell'attuale teoria del "femminicidio" Very Happy
A partire da Giulia Buongiorno e Mara Carfagna, per andare su tutti i vari blog e i movimenti di opinione assolutamente convinti di questa cosa che usano come slogan per difendere le loro ragioni.
Se cade questa cosa, cade tutto il castello di carte su cui si è costruita la bufala mediatica del femminicidio. Il succo del mio discorso è tutto qui.
"Donna uccisa in quanto donna" è il dogma fondativo dell'idea di femminicidio.

Citazione:

nel passaggio che commenti è che il soggetto che ha un rapporto malato con l'altro sesso è un soggetto che ha una coazione a ripetere


Si, ma tutto questo come anche quello scritto in seguito sulle esperienze di vita, non c'entra niente con quello che realmente dicono i sostenitori del femminicidio. Questi disturbati con possibili tendenze violente sono sempre esistiti e sempre esisteranno, il punto è che ognuno fa storia a sè, perchè è un individuo con i suoi problemi che non ha nulla a che vedere con tutti gli altri.

Da come la mettono questi, pare che sia in atto una sorta di genocidio tipo Auschwitz, appunto. Seriamente, io ho discusso con persone convinte che l'Italia sia in emergenza maschilismo e che sia diventata una sorta di lager misogino dove le donne rischiano la vita ogni giorno, come se vi fosse una sorta di piano nazionale di sterminio messo in atto da un gruppo di uomini in combutta fra loro.

Da dove deriva questa convinzione ridicola? Dal fatto che ora se ne parla di continuo. Dal fatto che i media enfatizzano i delitti passionali, come anni fa facevano con quelli commessi da rumeni. Dal fatto che ci sono quelle pubblicità progresso "120 donne uccise quest'anno", dato buttato li senza nessuna spiegazione o raffronto. Sono tante? Poche? Anni fa erano di meno? Qual'è il termine di paragone? Rolling Eyes

Questo è quello che sostengono. L'idea che ci sia un'emergenza e che quindi bisogna fare qualche legge speciale per combatterla.

Citazione:

Ho dato una veloce scorsa ai commenti all'articolo in questione e vedo in schiacciante maggioranza uomini imbufaliti. In generale vedo nei commenti ad articoli riguardanti questioni di genere, al contrario del luogo comune dominante


Non saprei, io personalmente non mi sento attaccato affatto in quanto uomo. Proprio perchè io disprezzo il femminismo e l'associazionismo di genere, non ho alcun interesse a difendere il genere maschile o fare certe ridicole guerre di sessi. Figurarsi : ci sono 3,5 miliardi di maschi nel mondo, di cui il 99,99 % manco li conosco, come si possa pensare di unirsi tutti insieme, francamente è inconcepibile. Infatti di solito sono le donne che si inventano le robe tipo "donne, ribelliamoci" "noi donne siamo migliori" e fuffa simile. A me non verrebbe mai in mente di farmi leader, difensore ufficiale o portavoce del genere maschile...ma scherziamo? Neutral
L'unica guerra di sessi ammissibile è quella goliardica, scherzosa, che si fa ad un cena fra amici, con gli stereotipi sullo stile "donna al volante pericolo costante" "voi maschi siete tutti dei maiali", e tutto il campionario di battue del genere, che ovviamente, si fanno per ridere, senza alcun intento di serietà.

A quanto pare però molti ci si incarogniscono pure, in risposta alla foga femminista delle "gentili" signorine. A me sembra ridicolo anche solo pensare di offendersi per una definizione riferita al genere maschile...ma stiamo parlando di una cosa così immensa e variegata...assurdo.
Riguardo ai maschi "femministi"...bè, al di là dei commenti da osteria a loro riferiti, personalmente li trovo un tantino ridicoli. Non perchè siano effeminati, eunuchi o "traditori" del loro genere, ovviamente, ma perchè...sono ridicoli, ecco. Almeno così a me sembrano.

Citazione:

E chi ha detto che a essere educati debbano essere solo gli uomini? Anche le donne devono essere educate a un maggiore rispetto di loro stesse, certo.
Non capisco però perché tu escluda a priori gli uomini e perché tu sia così scettico nei confronti della possibilità di cambiare la natura "innata" di qualcuno. Di innato non c'è niente o quasi, a meno di non pensare che tutto sia determinato solo dai geni. È chiaro che prima cominci e più risultati avrai, perché la nostra personalità futura comincia a prendere una forma abbastanza definita già in adolescenza: dopo diventa difficile. Ho un'amica che ha lavorato al carcere minorile di Nisida: se sapessi quanta passione ha messo nel suo lavoro, difficilissimo perché i casi erano spesso difficilissimi, saresti meno drastico.


Perchè anche quando si parla di "educare" io so bene cosa intendono questi qua, è la cosa è sempre la stessa : il sottointeso è che l'Italia è un paese arretrato e maschiliste e gli uomini comandano e le donne sono discriminate, mica come in Frangia o in Inghilterra che sono paesi civili e luoghi comuni assortiti.
Educare in quel senso non serve : ai bambini vengono insegnate dall'asilo cose tipo "le donne non si toccano neanche con un fiore" e simili. La maggior parte delle persone lo impara naturalmente. Alcuni pur educati in tal modo, finiscono per diventare violenti lo stesso.
Per questo dubito, io so già dove vanno a parare, gli!"educatori"...

Citazione:

Leggi il secondo comma, non ti limitare al primo


Si ma quello che intende il secondo comma e appunto di superare le inuguaglianze di fatto. Non di favorire qualcuno a scapito di un altro o creare disuguaglianze ulteriori o privilegi.
Quello a cui mi riferisco, e ciò che va in contrasto con l'Articolo 3, sono le varie richieste di aumentare le pene per questo o quello.
E c'è quello che vuole l'omicidio a sfondo razziale. E quello che vuole l'omcidio omofobo. E quello che vuole l'omicidio misogino. Eccheppalle!

Ma considerare l'omicidio un omicidio e basta, aggiungendo semmai l'aggravante dei "futili motivi" che già esiste e che può racchiudere tutto, evitando di creare disuguaglianze e conseguenti polemiche?
No, non si può fare. Se no poi gli indignati di professione e i creatori di problemi di che campano?

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MessaggioInviato: Lun Mag 27, 10:18:20    Oggetto:  
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Una signora risposta ai negazionisti:

Citazione:
“ Gli statistici improvvisati vanno, abitualmente, in cerca di rapporti, specie le statistiche dell’Onu sull’omicidio (UNODC homicide statistics) grazie alle quali si può sottolineare che si ammazza di più in Nord Europa, ma guarda, proprio nei paesi più emancipati e dove le donne sono più libere, e dunque la percentuale di morte è in Norvegia il 41,4% in Svezia e Danimarca il 34,5% in Finlandia il 28,9%, in Spagna il 33,1% in Francia il 34,5%; in Giappone il 50%, negli USA il 22,5%. Contro il 23,9% dell’Italia. Dunque, ci vien detto, se in Italia le vittime di sesso femminile non arrivano al 25%, è logico e conseguente che a morire siano soprattutto i maschi, che dunque vanno considerati le vere vittime. (…)
Ma guardiamoli bene, i dati che riguardano il nostro paese. Nel rapporto sulla criminalità in Italia si scopre che le donne uccise sono passate dal 15,3 per cento del totale, nel triennio 1992-1994, al 26,6 del 2006-2008. Peraltro, la maggior parte delle vittime si registra nel ricco e sviluppato (e, certo, più popolato) nord: dove, nel 2008, ultimo anno disponibile, le vittime di sesso femminile sono state il 47,6 per cento, contro il 29,9 per cento del sud e il 22,4 del centro. In poche parole, se il numero cresce, ed è sempre quel tipo di omicidio, la crescita è il fenomeno, e non il numero, che è effettivamente tra i più bassi al mondo. Significa, per essere più precisi, che se le morti per criminalità organizzata passano da 340 nel 1992 a 121 nel 2006 e quelli per rissa da 105 a 69 , i delitti maturati in famiglia o “per passione”, che sono in gran parte costituiti da femminicidi, passano da 97 a 192. In altre parole ancora, mentre gli omicidi in Italia sono calati del 57 per cento circa, i delitti passionali sono cresciuti del 98 per cento.


E ancora:

Citazione:
quando Patruno (da cui sono nati gli altri post, evidentemente) sostiene che l’incidenza percentuale dei femminicidi (che aumenta a fronte di numeri assoluti calanti per gli omicidi di altra natura) conta “assai poco” e che a contare sono “i numeri assoluti e le dinamiche di questi numeri nel tempo”, fornisce un’interpretazione tutta sua, e per nulla scientifica. Le percentuali non dicono “assai poco”: dicono una cosa diversa e complementare rispetto alle frequenze assolute (che in statistica sono sinonimo di numero, n.d.r.), integrando l’informazione. In questo caso specifico potrebbero ad esempio dire che, avendo trovato il modo di ridurre certi tipi di omicidio ma non quello ai danni delle donne, è giunta l’ora di mettere in campo risorse specificamente destinate a questo scopo.
Risorse non significa leggi: la maggior parte delle persone e delle associazioni impegnate nella lotta alla violenza contro le donne non chiede leggi ad hoc, ma semplicemente la rigorosa applicazione delle normative esistenti e, soprattutto, la protezione delle donne che denunciano e il finanziamento di strutture in cui possano essere accolte e aiutate.
Ricapitolando: se abbiamo davanti un’incidenza percentuale che ci dice che, a differenza di altri delitti, il femminicidio esiste e non cala come gli altri crimini, se abbiamo davanti un’assenza di dati e di risorse, si dovrebbe concludere – e sarebbe logico farlo – che abbiamo un problema. Il drappello di fact-checker, invece, conclude che NON lo abbiamo.


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MessaggioInviato: Lun Mag 27, 12:02:35    Oggetto:  
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sweepsy ha scritto:

cut

Certo che ha senso dire che l'aumento dell'incidenza percentuale va preso per le pinze se confronti un trienni con guerre di mafia (e morti di sesso maschile) con un triennio senza Neutral Non è che l'italia ha ridotto il numero di omicidi per mafia e non quelli affettivi, semplicemente i clan sono in tregua. Se domani riparte la guerra tra clan. quel numero percentuale scende di nuovo al 15%, e poi che diciamo, problema risolto?
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MessaggioInviato: Mar Mag 28, 01:38:37    Oggetto:  
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sweepsy ha scritto:

Una signora risposta ai negazionisti:


Risposta? A me sembra che siamo sempre daccapo. Altra arrampicata sugli specchi. Cioè :

Citazione:

rapporto sulla criminalità in Italia si scopre che le donne uccise sono passate dal 15,3 per cento del totale, nel triennio 1992-1994, al 26,6 del 2006-2008.


Che vuol dire? Sono diminuiti gli omicidi in generale, quindi il fatto che la percentuale sia aumentata non vuol dire niente : in numeri assoluti anche quei delitti sono calati. Ovvio che essendo drasticamente calati i casi di omicidio dovuti a crimine organizzato, terrorismo o risse, dove in larghissima parte le vittime sono uomini, sale la percentuale di donne che sono più spesso vittima di delitti passionali.

Citazione:

delitti maturati in famiglia o “per passione”, che sono in gran parte costituiti da femminicidi, passano da 97 a 192. In altre parole ancora, mentre gli omicidi in Italia sono calati del 57 per cento circa, i delitti passionali sono cresciuti del 98 per cento


Dimenticano però di dire che, dal 1992 al 2006, il numero sembra si aumentare, ma in maniera discontinua. Ma soprattutto, sarebbe forse il caso di riportare, dal rapporto del Ministero, la taballe successiva che definisce la percentuale di donne uccise nei delitti passionali : 62,9 %
Tradotto : nel 2006, le donne vittime di questi delitti, erano 123. Oggi, 7 anni dopo, quante sono? Come ci dice quella famosa pubblicità, attorno alle 120.
Siamo li.
Quindi? Dove sta sto femminicidio? Nel 2006 non se ne faceva manco accenno. Nel 2002, che stando alle tabelle, ci fu al record con 132 donne uccise, non una parola. Com'è che adesso, con dati esattamente uguali, ci si sta montando su un casino pazzesco?

Citazione:

Ricapitolando: se abbiamo davanti un’incidenza percentuale che ci dice che, a differenza di altri delitti, il femminicidio esiste e non cala come gli altri crimini, se abbiamo davanti un’assenza di dati e di risorse, si dovrebbe concludere – e sarebbe logico farlo – che abbiamo un problema


Aridaje! Ma quale incidenza percentuale? Ma che ragionamenti sono questi? Ma su quali basi sostengono l'esistenza di una cosa del genere?
Ma cosa vuol dire che non calano gli omicidi passionali? Ma come si fanno a far calare? Io sono abbastanza perplesso da tutto ciò.
Non esiste alcuna prova a supporto, ma ne sono convinti lo stesso. E' un dogma ormai. E' così e basta. Chissenefrega delle prove, dei dati oggettivi. E chi non ci crede e pure "negazionista", termine solitamente riservato a quelli che dicono di non credere all'Olocausto.

Che altro posso dire? E' inutile portare qualunque dato. E inutile provare a far notare che non ha alcuna validità scientifica una roba del genere. Inutile provare a far notare che la logica razionale rifugge da idee del genere.
Ognuno creda a quel che vuole. Tanto, un problema che non esiste, non si può neanche risolvere.
Dico solo : se tantissime persone, compresi diversi giornalisti del FQ, che di certo non è un covo di misogini, negano chiaramente l'esistenza di questo problema io qualche domanda me la farei.

E' sacrosanto difendere le donne dalle violenze. Convincerle a denunciare. Proteggerle, arrestare i violenti, condannarli, tutto quello che si deve fare e che la legge già prevede.

Ma per favore, restiamo lucidi. Non facciamo la situazione più grande di quello che è, perchè non aiuta affatto. Non inventiamoci situazioni inesistenti Confused

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MessaggioInviato: Lun Lug 22, 11:51:08    Oggetto:  
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Un tentativo di chiarificazione per chi ha dubbi sul termine "femminicidio", dall'autorevole accademia della crusca:
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MessaggioInviato: Sab Ago 10, 17:02:02    Oggetto:  
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Cercavo informazioni sul decreto del governo Letta contro la violenza sulle donne e mi sono imbattuto in questo:

Citazione:
RIFLESSIONI SUI DATI ISTAT

In una indagine ISTAT (2006) condotta su un campione di 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni sono emersi dati allarmanti. Sono più di 6 milioni le donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito abusi fisici o sessuali nell'arco della loro vita. Sono 2 milioni le donne che hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex partner, mentre 5 milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Gli autori delle violenze sono sconosciuti (15,3%), o persone conosciute superficialmente (6,3%), a volte apparentemente insospettabili come amici (3%), colleghi di lavoro (2,6%), parenti (2,1%), partner (7,2%) o ex partner (17,4%).

[...]

Si è stimato che oltre il 90% delle vittime non denuncia il fatto; precisamente si è stimato che le donne che hanno subito una violenza da un "non partner" senza denunciare il fatto sono state il 96%, mentre il 93% è la percentuale di donne che non ha denunciato la violenza subita da parte del partner.

Un rapporto EURES-ANSA del 2005 ha portato alla luce un'altra grave conseguenza della violenza domestica; si è scoperto che un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l'autore è un uomo.


Secondo quanto si afferma qui siamo in presenza di una situazione molto allarmante.
Da dove saranno tratti questi passaggi?
Dal sito di un'associazione femminista?

....


No. Dal sito dell'Arma dei Carabinieri:
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A proposito, cosa pensate delle misure presenti nel nuovo decreto?
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MessaggioInviato: Dom Ago 11, 20:53:31    Oggetto:  
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Allarmanti?
Dipende. Sono aumentate rispetto a prima oppure sono, per così dire, "fisiologiche", nel senso che è sempre stato attorno a questi dati? Perchè non si può prescindere dal fatto che l'attuale bufala sul "femminicidio" si basa sull'idea che in Italia sia improvvisamente scoppiata un'emergenza.

Il dato delle mancate denunce, sincerametne, non mi sembra allarmante, dato che, se una donna non denuncia, e continua a tenersi il marito violento, la colpa non è mica degli uomini cattivi o della società maschilista Rolling Eyes
E se una donna non denuncia, è praticamente impossibile che la cosa venga fuori e che il marito possa essere perseguito.

Dato EURES-ANSA : non dice niente di nuovo. In paesi come l'Italia, dove gli omicidi sono pochissimi, è normale che molti siano commessi in famiglia. E' anche ovvio che gli uomini siano la maggior parte degli assassini e le donne più frequentemente vittime....sinceramente non capisco, ma ci si aspettava forse il contrario? Shocked

Il decreto del governo Letta : non lo conosco nel dettaglio, dovrei cercarlo, ma già il fatto che parli di combattere il "femminicidio", cioè una cosa che non esiste, mi sa tanto di sciocchezza. Ho visto che ci sono state anche forti criticità sul decreto, pure da note femministe.

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