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L'emergenza rifiuti:da Napoli a Palermo
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kitiaram

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Interessi: Giorgio Gaber e l'ass.teatrale "l'interezza non è il mio forte" perchè visti loro il teatro non è più lo stesso

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MessaggioInviato: Mer Ott 27, 13:53:32    Oggetto:  
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TERZIGNO, illegittime le perquisizioni in casa dei manifestanti
27 ottobre 2010 alle ore 10.10
Scritto da Gianfranco Belletti

Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le mogli". Con queste parole ai microfoni di CNRmedia un manifestante di Terzigno denuncia l'operato delle forze dell'ordine che starebbero perquisendo le case di alcuni manifestanti in base all'articolo 41, quello relativo al possesso di armi e droga.Personalmente sto raccogliendo testimonianze in merito ,faccio presente che sara' sollevato dibattito presso gli organi competenti,ritenendole voluttuarie,quindi arbitrarie e volutamente minatorie verso l'espressione del pubblico dissenso,questo in merito ad accessioni che le rendono de facto sospette nella mancanza di sostanza indiziaria concreta ,elemento che ne decreterebbe effettiva legittimita' nell'utilizzo ,lacunosa la verifica di tale condizione alla luce dei dati odierni.
Si pone a delucidazione la presenta sentenza :
POLIZIA GIUDIZIARIA – PERQUISIZIONI – ART. 41 R.D. N. 773/1931 – PRESUPPOSTI La Corte ha affermato che la polizia giudiziaria non può procedere d’iniziativa ad una perquisizione finalizzata alla ricerca di armi e munizioni ai sensi dell’art. 41 r.d. n. 773/1931 sulla base di un mero sospetto, ma esclusivamente in presenza di un dato oggettivo certo, anche solo a livello indiziario, circa la presenza delle suddette cose nel luogo in cui viene eseguito l’atto. Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che la perquisizione eseguita al di fuori dei menzionati presupposti non è soltanto illegittima, ma altresì obiettivamente arbitraria, sconfinando nell’indebita incisione della libertà domiciliare tutelata dalla Costituzione.

Sentenza n. 48552 dell'11 novembre2009 - depositata il 18 dicembre 2009
(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore F. Ippolito)

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MessaggioInviato: Mer Ott 27, 13:53:32    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Ott 27, 23:21:39    Oggetto:  
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Terzigno: la polizia irrompe nelle case dei manifestanti, arresto immediato per chi presidia la zona
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MessaggioInviato: Gio Ott 28, 00:45:00    Oggetto:  
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MessaggioInviato: Lun Nov 01, 10:10:23    Oggetto:  
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Giusto un aggiornamento, non so a napoli centro se han ripulito, ma in provincia (quantomeno la provincia nord, sia Giugliano che Pozzuoli) la raccolta è perlopiù ferma, appena ho tempo di fare qualche foto dei cassonetti (se ancora si vedono) la linko
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MessaggioInviato: Lun Nov 01, 13:17:00    Oggetto:  
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Vimax ha scritto:
Giusto un aggiornamento, non so a napoli centro se han ripulito, ma in provincia (quantomeno la provincia nord, sia Giugliano che Pozzuoli) la raccolta è perlopiù ferma, appena ho tempo di fare qualche foto dei cassonetti (se ancora si vedono) la linko


Ma che strano... sicuro che non sia opera dei comunisti che, nottetempo, impilano sacchetti di immondizia con il solo scopo di mette in cattiva luce il grande governo del fare?

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Piuttosto che diventare fascista è meglio essere un maiale.(*) (Porco Rosso, Miyazaki)

(*)Cazzo, alla luce dei recenti sviluppi, dovrei rettificare questa frase. A quanto pare porco e fascista sono sinonimi!
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MessaggioInviato: Lun Nov 01, 14:38:02    Oggetto:  
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CENTRO RICICLO VELDELAGOOOOOOOOOOOOO
e non hai più bisogno di discariche, inceneritori etc...
riduciamo anche gli imballaggi alla fonte!

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MessaggioInviato: Lun Nov 01, 18:01:09    Oggetto:  
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Intervista al presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, pubblicata su National Geographic il 22 ottobre scorso:

I rifiuti sotto il vulcano
Discarica di Terzigno, parla il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio: "Non sarò presidente di un immondezzaio"


Citazione:

Da cosa nasce la protesta? In fondo le discariche ci sono in tutto il mondo, e il governo assicura che la prossima sarà fatta rispettando criteri di massima sicurezza ambientale.

Intanto però la discarica di Terzigno è sorvolata da gabbiani giganteschi e la gente di Boscoreale, il paese più vicino, ha passato l'estate chiusa in casa per la puzza. In Campania la raccolta differenziata raggiunge a stento il 20 per cento del totale dei rifiuti. Così, nelle discariche non finisce solo il secco, ma viene sversata la spazzatura "tal quale", con una percentuale di umido anche del 30 per cento. La putrefazione delle sostanze organiche dà origine a liquami infetti - il cosiddetto percolato - e all'emissione di biogas.
E non basta: nell'aprile scorso una delegazione europea è venuta a ispezionare la discarica. Judith Merkies, la deputata olandese che guidava la delegazione, ha frugato a mani nude tra la spazzatura e ha trovato un fusto di rifiuti tossici. Proprio la Merkies ha dichiarato oggi che, in caso di apertura di una seconda discarica l'Italia può scordarsi i 145 milioni di fondi europei stanziati per risolvere l'emergenza Campania.

Qual è l'impatto dei rifiuti sull'ecosistema del Parco nazionale?

Il Parco è nato per difendere l'integrità del territorio del Vesuvio e la sua biodiversità, che è fatta anche di prodotti agricoli tipici di queste terre vulcaniche: il vino Lacryma Christi, le quasi 50 varietà di albicocche, il pomodorino 'del piennolò che proprio un anno fa aveva ottenuto l'Indicazione geografica tipica. È evidente che la presenza di rifiuti può causare degrado del territorio, perdita delle sue particolarità. Ma anche se ciò non avvenisse, basterebbe solo la pessima pubblicità a mettere in crisi l'agricoltura locale.

Lei era stato presidente del Parco già negli anni Novanta. Com'è cambiata in questi anni la situazione ambientale della zona?

Il Parco aveva ottenuto risultati molto positivi. Avevamo fermato l'abusivismo edilizio che ha devastato l'area vesuviana negli ultimi decenni. Si cominciavano a bonificare le discariche abusive. Paradossalmente, il Parco non è mai stato tanto amato dalla popolazione come adesso. Prima qualcuno lo vedeva come un impiccio, adesso appare come l'unica difesa contro il degrado.


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MessaggioInviato: Mar Nov 02, 17:43:38    Oggetto:  
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Questa cosa è talmente assurda che non so dove metterla, ma si parla di rifiuti e l'appoggio qui, se volete splittatela dove credete meglio...
I rifiuti in quanto buttati non sono di proprietà di nessuno ma...


FURTO AGGRAVATO

19:57 31 OTT 2010
(AGI) - Bergamo, 31 ott. - Arrestati per furto aggravato. Di rifiuti. Sono infatti finiti in manette due immigrati marocchini di 29 e 32 anni sorpresi a frugare tra i rifiuti della raccolta differenziata. I due sono entrati nell'area ecologica dove viene conferita e separata la spazzatura del paese di Capizzone, nel bergamasco, e hanno cominciato a frugare tra i vecchi computer nel cassone del materiale elettronico, sperando di trovare qualcosa di funzionante da rivendere. Purtroppo per loro in zona e' passato proprio il sindaco del paese, che ha avvisato i carabinieri. I militari hanno arrestato i due immigrati con l'accusa di furto aggravato.
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c'è anche un post qui
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e l'immagine fa capire il furto dove sta, se li prendi i rifiuti non arrivano più agli inceneritori o alle discariche e non portano soldi alla mafia...

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MessaggioInviato: Mar Nov 02, 17:50:25    Oggetto:  
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Niente di nuovo sotto il sole Kiti.
Mio cognato è stato condannato per associazione a delinquere (condanna definitiva) perchè 10 anni fa insieme a 2 suoi amici (quindi il numero dà l'associazione a delinquere) alticci dopo una serata hanno preso un cassonetto pieno di monnezza (il fatto che fosse pieno ha aggravato la loro posizione), se lo sono caricato in macchina e l'hanno spostato da un marciapiede all'altro.
Associazione a delinquere nel furto di beni dello stato, questo credo il reato.

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Orwell "La fattoria degli animali".
Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.
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MessaggioInviato: Mar Nov 02, 22:41:22    Oggetto:  
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Ainat ha scritto:
Niente di nuovo sotto il sole Kiti.
Mio cognato è stato condannato per associazione a delinquere (condanna definitiva) perchè 10 anni fa insieme a 2 suoi amici (quindi il numero dà l'associazione a delinquere) alticci dopo una serata hanno preso un cassonetto pieno di monnezza (il fatto che fosse pieno ha aggravato la loro posizione), se lo sono caricato in macchina e l'hanno spostato da un marciapiede all'altro.
Associazione a delinquere nel furto di beni dello stato, questo credo il reato.


Per quanto paradossale (e noi ne possediamo in abbondanza di paradossi) la monnezza depositata nei cassonetti da RSU non è res derelicta, dunque non può diventare bene a disposizione di chiunque, come appunto la merce abbandonata.

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MessaggioInviato: Mer Nov 03, 18:04:09    Oggetto:  
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Taverna del Re, camion perdono liquidi nocivi: per la Polizia non è vero

Cola il percolato dagli auto compattatori diretti in discarica, ma le forze armato si limitano a spingere e manganellare lo sparuto gruppo di cittadini che, in maniera assolutamente pacifica, si limitava ad accompagnare i camion della spazzatura a passo lento e con le mani ben alzate...
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MessaggioInviato: Sab Nov 13, 22:37:04    Oggetto:  
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Bloccata Cava Sari
Il Sindaco di Terzigno ha appena firmato un'ordinanza comunale che vieta lo sversamento di rifiuti nella Cava Sari, a seguito esplicita richiesta della cittadinanza all'indomani della pubblicazione delle analisi che confermano l'inquinamento delle falde acquifere.

Per stasera intanto è previsto un grosso
afflusso di gente alla Rotonda di via Panoramica per manifestare per la chiusura definitiva della Cava Sari e per sollecitare il Governo Nazionale all'emanazione del Decreto Legge per l'abolizione di Cava Vitiello, Decreto, che nonostante le rassicurazione di Langella, Sindaco di Boscoreale, tarda ad arrivare.
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MessaggioInviato: Dom Nov 14, 00:41:48    Oggetto:  
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Un eccellente articolo sulla protesta di Terzigno, articolo che spazza definitivamente via il luogo comune infamante dimostranti=camorristi.

Terzigno e la linea Gotica
di Luigi Sabino

Citazione:
Terzigno. Di questo comune di poco meno di 20mila anime fino a poco tempo fa quasi nessuno aveva sentito parlare. Poi in poco meno di un mese la cittadina alle falde del Vesuvio ha conquistato le prime pagine dei giornali, ha visto arrivare troupe delle principali emittenti televisive, è diventato il centro del dibattito politico.

Un passaggio brusco e non indolore quello da sonnacchiosa vita di provincia a realtà d’interesse nazionale perché è a Terzigno che è scoppiata l’ennesima rivolta dei rifiuti. Così, da quando il governo ha annunciato di voler utilizzare questo territorio come ennesima discarica la gente è scesa in piazza, ha eretto barricate, bloccato gli autocompattatori e, soprattutto, ha tenuto testa alle decine di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa.

Donne e uomini, anziani e giovani, studenti e lavoratori hanno manifestato il loro no a quello che definiscono un vero e proprio “massacro del territorio”.

Momenti di tensione quando i manganelli incrociano i bastoni, quando gli elmetti fronteggiano i caschi da motociclista, quando ai lacrimogeni si risponde con i sanpietrini. Scontri, feriti, arresti, perquisizioni sono gli elementi che hanno trasformato Terzigno in una Belfast nostrana.

Che cosa ha portato comuni cittadini a opporsi alle forze dell’ordine? Se Terzigno si fosse trovata dall’altra parte della Linea Gotica per rispondere a questa domanda forse il governo si sarebbe preso qualche giorno.

Sfortuna vuole però che Terzigno non sia una ridente comunità padana ma un piccolo centro del napoletano e, soprattutto, che si trovi in un territorio controllato dai clan. Ecco allora che il “sistema” è tirato in ballo e che persone come il ministro Prestigiacomo o l’onorevole Mantovano accusino la camorra di essere regista occulta della protesta antidiscarica.

È già successo prima, a Pianura e a Chiaiano. Ogni volta che nel napoletano scoppia una protesta contro il governo chi vi prende parte è bollato come camorrista. Ma quanto c’è di vero in queste accuse? Perchè i clan dovrebbero bloccare l’apertura delle discariche? Che le cosche abbiano interessi nel settore dei rifiuti è un fatto ormai noto da quando nel 1992, Nunzio Perrella, boss del Rione Traiano diventato collaboratore di giustizia, in una delle sue deposizioni all’allora procuratore della DDA partenopea, Franco Roberti disse:

“Dotto’, non faccio più droga. No, adesso ho un altro affare. Rende di più e soprattutto si rischia molto meno. Si chiama monnezza, dotto’. Perché per noi la monnezza è oro”.

Magistratura e forze dell’ordine sono partite da qui per ricostruire, pezzo dopo pezzo, come i clan, soprattutto quelli dell’area flegrea e casertana, abbiano creato, nel corso degli ultimi dieci anni, un vero e proprio impero della “monnezza”.

Dopo Perrella, molti altri “pentiti” hanno illustrato i sistemi utilizzati dai clan per guadagnare dalla raccolta dei rifiuti. In sostanza, hanno spiegato i collaboratori di giustizia, la camorra ha operato come una efficientissima società di servizi, offrendo a imprenditori ed enti statali la rimozione dei rifiuti, anche nocivi, a prezzi contenuti.

Non è un caso quindi che nelle discariche improvvisate del giuglianese, del casertano e delle zone flegree siano finite anche tonnellate di spazzatura, comprese sostanze nocive, provenienti da altre regioni d’Italia. Un particolare quest’ultimo spesso taciuto nonostante le diverse intercettazioni telefoniche che dimostrino come gli industriali toscani e veneti fossero ben felici di chiudere un occhio sul corretto smaltimento dei loro scarti di lavorazione.

Gli affari sono affari.

I clan però non si sono limitati solo a trasportare e a seppellire rifiuti tossici. Hanno fatto di più e di peggio. Grazie ai loro contatti politici (Cosentino docet) hanno costituito aziende, comprato autocompattatori, condizionato appalti, acquistato cave e terreni in modo da appropriarsi anche del denaro pubblico destinato alle ditte che si occupano dello smaltimento.

Hanno, in pratica, assunto il controllo totale della gestione della “monnezza”. Rilevante è che le due discariche che il governo vorrebbe utilizzare a Terzigno, cava Vitiello e cava Sari, siano di proprietà di aziende che tra i loro soci annoverano personaggi del calibro di Salvatore La Marca, Giuseppe De Gennaro e Giovanni Vitiello, tutti personaggi ritenuti vicino alla cosca Fabbrocino, una delle più sanguinarie organizzazioni camorristiche della Campania. Particolare, questo, stranamente “dimenticato”.

Per capire quanto sia radicato l’interesse della camorra nell’affaire rifiuti, basti pensare che il comune di Afragola, sciolto nel 2005 per infiltrazioni mafiose, aveva affidato lo smaltimento dei rifiuti a un personaggio ritenuto vicino al clan Moccia. Cosa assurda però è che, nonostante la magistratura sia intervenuta revocando i conferimenti alle aziende del soggetto in questione, questi abbia continuato a lucrare dallo smaltimento dei rifiuti “fittando” i propri autocompattatori alle nuove vincitrici degli appalti. Si esce dalla porta e si entra dalla finestra.

Un altro modo utilizzato dai clan per condizionare indirettamente il ciclo dei rifiuti è la gestione di tutte le attività che a questo sono collegate. Costruire una discarica richiede cemento, sabbia, putrelle e chissà quanto altro ancora. Tutte attività in cui la camorra da decenni si è profondamente inserita condizionandone il mercato.

Tutti questi fattori, ampiamente documentati da decine d’inchieste delle procure antimafia campane, portano a pensare che, in realtà, la camorra dall’apertura delle discariche possa solo guadagnarci e che quindi non ha nessun interesse ad alimentare una protesta popolare. È pur vero che la DDA napoletana ha identificato 4 presunti esponenti di un clan che avrebbero partecipato agli scontri con la polizia, ma questo non fa luce su eventuali disegni criminali.

La camorra, e la storia dovrebbe averlo insegnato, non è mai mossa da semplici sentimenti eversivi ma segue sempre il proprio interesse economico, cercando il dialogo con le forze politiche ed economiche piuttosto che la contrapposizione.

Quando a Pianura il clan Lago decise di finanziare le barricate antidiscarica nel 2008, lo fece per un interesse ben preciso e che è stato poi spiegato ai magistrati da Giovanni Gilardi, ex affiliato agli stessi Lago. Il disegno descritto dal pentito era semplice. Più alta era la tensione più si distoglieva l’attenzione dalle altre località di Pianura, dove i Lago stavano costruendo palazzine abusive che alla fine frutteranno all’organizzazione circa 80.000 euro di pizzo.

A Chiaiano, invece, lo spettro della camorra durante la protesta fu evocato solo perché le forze dell’ordine identificarono dalle targhe degli scooter alcuni parenti di noti esponenti del clan Nuvoletta di Marano. Quello che, però, quasi tutti si dimenticarono di rilevare è che il presidio antidiscarica aveva preso il controllo di una delle due strade che conduce a Poggio Vallesana, residenza degli stessi Nuvoletta

Il semplice fatto quindi che presunti camorristi transitassero per i luoghi della protesta ha esteso l’affiliazione al clan anche a persone che con il “sistema” non avevano nulla a che fare.

Quando, quindi, si parla d’infiltrazioni camorristiche a Terzigno, sarebbe opportuno farlo solo dopo aver capito quale interesse avrebbe la camorra nella protesta perché altrimenti si corre il rischio di far passare per ciò che non è il legittimo e sacrosanto diritto dei cittadini di tutelare la propria salute e la propria terra.

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MessaggioInviato: Mar Nov 16, 23:26:43    Oggetto:  
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Vedendo le reiterate immagini dei rifiuti di Napoli sparsi per le strade, ma non solo accumulati, proprio volutamente sparpagliati tra le vie e i marciapiedi tanto da favorire gimkane di Autobus (!!), auto (che ci slittavano sopra) e motorini, oltre che di poveri pedoni (Tg la7 oggi) e pensando a quale velenoso mix di vapori provenienti dai rifiuti e dagli scarichi delle auto debbano inspirare i cittadini, ho pensato ad un piano di emergenza da applicare al caso. Un piano di guerra.
Coprifuoco da qui alla fine dell'emergenza per la cittadinanza. Chiusura delle scuole e dei negozi, del traffico non essenziale e sospensione di ogni opera edilizia o manutentiva, chiusura degli uffici pubblici, tranne quelli di pubblica emergenza. Razionalizzazione dei vitti, distribuendone solo in determinati punti delle città ed in determinati orari. Installazione in ogni singola cannella del Comune di adattatori per filtrare l'acqua della Città. Installazione di distributori self service di detersivi e bevande presso gli esercizi commerciali. Raccolta minuziosa di tutti i rifiuti e conferimento in discariche disponibili anche all'estero da parte di personale addetto, e disinfettazione di strade e piazze eventualmente già state sede di momentanee discariche urbane. Ovviamente, finita l'emergenza, si dovrebbe approntare un diverso sistema commerciale, con l'eliminazione alla fonte di quanti più rifiuti possibili, e del restante attuare la raccolta differenziata.
Non è una provocazione, è quel che penso davvero. Per un male estremo occorre estremo rimedio perchè la situazione nel napoletano è arrivata al collasso, con oltre 8.000 tonnellate di rifiuti sversati ovunque.
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MessaggioInviato: Mer Nov 17, 02:13:37    Oggetto:  
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claseb ha scritto:
Vedendo le reiterate immagini dei rifiuti di Napoli sparsi per le strade, ma non solo accumulati, proprio volutamente sparpagliati tra le vie e i marciapiedi tanto da favorire gimkane di Autobus (!!), auto (che ci slittavano sopra) e motorini, oltre che di poveri pedoni (Tg la7 oggi) e pensando a quale velenoso mix di vapori provenienti dai rifiuti e dagli scarichi delle auto debbano inspirare i cittadini, ho pensato ad un piano di emergenza da applicare al caso. Un piano di guerra.
Coprifuoco da qui alla fine dell'emergenza per la cittadinanza. Chiusura delle scuole e dei negozi, del traffico non essenziale e sospensione di ogni opera edilizia o manutentiva, chiusura degli uffici pubblici, tranne quelli di pubblica emergenza. Razionalizzazione dei vitti, distribuendone solo in determinati punti delle città ed in determinati orari. Installazione in ogni singola cannella del Comune di adattatori per filtrare l'acqua della Città. Installazione di distributori self service di detersivi e bevande presso gli esercizi commerciali. Raccolta minuziosa di tutti i rifiuti e conferimento in discariche disponibili anche all'estero da parte di personale addetto, e disinfettazione di strade e piazze eventualmente già state sede di momentanee discariche urbane. Ovviamente, finita l'emergenza, si dovrebbe approntare un diverso sistema commerciale, con l'eliminazione alla fonte di quanti più rifiuti possibili, e del restante attuare la raccolta differenziata.
Non è una provocazione, è quel che penso davvero. Per un male estremo occorre estremo rimedio perchè la situazione nel napoletano è arrivata al collasso, con oltre 8.000 tonnellate di rifiuti sversati ovunque.

Basterebbe molto meno. Basterebbe avviare ovunque la raccolta differenziata porta a porta. Nei comuni dove si fa (come il mio) le strade sono pulite, perché il volume di rifiuti da conferire in discarica o nel termovalorizzatore è molto minore. A volte ci sono dei ritardi nella raccolta, perché anche noi usufruiamo della stessa impiantistica di smaltimento inefficiente e deficitaria, ma non si formano montagne di rifiuti.
In molti comuni della provincia di Napoli si fa la raccolta differenziata porta a porta. Poiché siamo napoletani anche noi, assolutamente indistinguibili culturalmente (nel bene e nel male) da quelli della città, possiamo tranquillamente cestinare (è il caso di dirlo) tutte le teorie pseudo-culturali su una presunta incapacità di differenziare i rifiuti. I napoletani non sono campioni di senso civico (tutt'altro), ma se si chiede loro di separare una buccia di banana da una bottiglia di plastica lo fanno senza problemi. E ti assicuro che gli abitanti della città di Napoli, così come quelli della provincia che non fanno ancora raccolta differenziata, vorrebbero differenziare volentieri.
Che fare, quindi?
1. Mandare a casa, se necessario, le amministrazioni comunali inadempienti. Quelle che non differenziano vengono commissariate.
2. Sbloccare i finanziamenti per la raccolta differenziata.
3. Creare l'impiantistica di appoggio alla raccolta differenziata, come i siti di compostaggio: la mancanza di questi ultimi (ce n'è solo uno in tutta la regione, a Salerno, ma deve ancora entrare in funzione) fa sì che la raccolta differenziata in Campania sia costosissima (i comuni che differenziano inviano, a proprie spese, i rifiuti organici in siti di compostaggio a Padova e a Catania).
Poi c'è l'impiantistica dove conferire l'indifferenziato, quello che rimane della raccolta differenziata: beh, lì i comuni non c'entrano niente. La Campania paga 15 anni di gestione commissariale, una gestione criminale perché è andata costantemente in deroga alle leggi: siti di stoccaggio di false ecoballe, siti di produzione del CDR (combustibile da rifiuti) che non hanno prodotto CDR e discariche non a norma di legge. Per non parlare del termovalorizzatore di Acerra, costruito dalla padanissima Impregilo e ora gestito dalla padanissima A2A (quella del termovalorizzatore di Brescia), CHE E' UNA VERA SCHIFEZZA (oltre a funzionare solo in parte, sfora continuamente i limiti di legge sulle emissioni).
Dieci, cento, mille rivolte come quella di Terzigno fino a quando non si capirà che la legge, anche in Campania, VA RISPETTATA.
Le deroghe alla legge, scritte o tacite, sono la vera causa dell'emergenza. A deroga segue emergenza e a emergenza segue altra deroga, in una catena infinita.
La Campania ha solo bisogno di normalità, nient'altro.
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