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adesso basta...di Simone Perotti
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james

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italy
MessaggioInviato: Ven Ago 27, 11:38:18    Oggetto:  adesso basta...di Simone Perotti
Descrizione: lasciare il lavoro e cambiare vita
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Ciao a tutti, avete letto questo libro? Perotti era una persona affermata nella vita tradizionale...manager di successo con ampi margini di miglioramento...poi, tutto di un tratto, decise di cambiare vita smettendo di lavorare dedicandosi esclusivamente alle sue passioni come navigare e scrivere.
A suo dire, è un sogno realizzabile da tutti...questo libro può essere inteso come vero e proprio manuale per liberarci della schiavitù del lavoro fine a se stesso...imparare a concepire il lavoro non come ragione di vita ma come strumento indispensabile per vivere senza che questo ti limiti l' esistenza...l' avete letto? Io sono arrivato più o meno a metà e lo trovo veramente straordinario


qui il suo blog...
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qui una sua intervista sul blog di Grillo...
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MessaggioInviato: Ven Ago 27, 11:38:18    Oggetto: Adv






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Ainat

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italy
MessaggioInviato: Ven Ago 27, 12:05:44    Oggetto:  
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Ammetto che non l'ho letto, ma l'intervista l'avevo sentita.
A caldo ti dico che l'argomento è interessante ma secondo me è un po' al di fuori dai problemi veri dell'attualità.
Il problema di oggi non è che sei stregato dal lavoro e lo vivi come una dipendenza (almeno non della maggior parte degli italiani, concedimelo) ma che il lavoro che oggi viene richiesto per sopravvivere è ai limiti della schiavitù. Ed è un problema di sistema che non può sperare di essere risolto con nuove filosofie di vita individuali, almeno non dalla massa degli individui ma sempre da poche categorie di privilegiati.
Mi riservo di esprimere meglio il mio parere dopo averne letto qualche pezzo. Ma a caldo la penso così.

Meglio incollare il video direttamente:


_________________
Orwell "La fattoria degli animali".
Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.
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james

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italy
MessaggioInviato: Ven Ago 27, 13:07:18    Oggetto:  
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Certo...concordo con quello che dici...i problemi percepiti ora sono altri e più urgenti...disoccupazione, precariato, diritti sociali negati ai limiti (?) della schiavitù...però credo che la filosofia spiegata da Perotti sia anche una delle possibili soluzioni a questi problemi..."cento, mille uomini così e il potere è spacciato"...
Te lo consiglio sinceramente questo libro...anche se, magari, non avrò il coraggio di fare come lo scrittore, offre comunque ottimi spunti di riflessione. Per esempio si sofferma molto sul problema del consumismo e della decrescita, sull' auto produzione di alcuni beni...tutti temi che si conoscono a parole ma lui è riuscito a renderli concreti..."nei paesi ricchi il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono, per impressionare persone che non ci amano"...


tra virgolette tutte citazioni lette nel libro
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Ainat

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italy
MessaggioInviato: Ven Ago 27, 14:52:43    Oggetto:  
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Ripeto: quello che scrive è condivisibilissimo ma quello che gli contesto è la pretesa di fare della sua esperienza di vita (che sicuramente offre spunti di riflessione che vanno presi in considerazione) un esempio attuabile in un'ottica di massa.
Quello che mi fa arrabbiare (perchè certi concetti mi fanno proprio incazzare, è più forte di me) è il presupposto che il consumismo sia un vezzo dell'individuo moderno e che il cambiamento secondo il suo esempio sia alla portata di tutti, la negazione di una condizione che è comunque di privilegio, legata a fortune personali che si vuole far passare solo come frutto della volontà individuale.
Come la descrizione che lui fa della libertà come una medaglia a due facce composta dalla libertà da e dalla libertà di, in cui si descrive la seconda come quella più impervia da raggiungere, perchè l'uomo è talmente abituato ad un contesto di costrizione da essere spaventato e confuso dall'inifinità dei confini per cui si auspica un percorso di meditazione e di crescita spirituale.
Lo spirito come base e come limite supremo dell'uomo. E come l'unica cosa fondante e limitante dell'uomo stesso.
Io non sono d'accordo.
L'uomo non è solo spirito e cervello.
L'uomo è anche stomaco e con uno stomaco vuoto e senza un tetto sopra la testa non c'è cammino spirituale che ti porti alla realizzazione di te stesso e alla felicità.
Io sono marxista, tutto parte dalla materia e dalla borsa, il resto sono quisquilie.
Il dimagrimento è un concetto apprezzabile solo se applicato all'individuo che è stato a lungo ben pasciuto, non a quello pelle e ossa.
E quelli che sono pelle e ossa sono la maggioranza della popolazione.
Il sentir dire queste cose mi fa sentire come il mendicante di un tozzo di pane che si sente declamare da un borghese ben pasciuto ed impellicciato le qualità avveneristiche della dieta.
E quindi mi incazzo.

_________________
Orwell "La fattoria degli animali".
Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.
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james

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italy
MessaggioInviato: Ven Ago 27, 15:15:23    Oggetto:  
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"L'uomo non è solo spirito e cervello.
L'uomo è anche stomaco e con uno stomaco vuoto e senza un tetto sopra la testa non c'è cammino spirituale che ti porti alla realizzazione di te stesso e alla felicità. "


Da quello che ho letto e capito, l'autore, non nega questo sacrosanto principio...infatti non dice che si deve dormire in mezzo a una strada o che si deve diventare pelle e ossa...tra l'altro, sempre da quello che dice lui, non è un privilegiato ricco di suo ma anzi, lo era e per la libertà ha lasciato tutto...attualmente vive con 700 euro al mese più o meno... certo, i sacrifici non mancano...fa molta attenzione a non spendere per il superfluo...preferendo la "spiritualità" ossia la libertà, al materialismo ossia, come dice lui, il fatto di riempirsi la casa di doni che non servono a nulla...certo, alcune persone potranno intraprendere il suo percorso più facilmente di altri, questo è un dato di fatto...lui comunque era un manager di successo quindi un minimo di gruzzoletto da parte credo che se lo sia tenuto...però, forse, la possibilità c'è...ovviamente ci vuole una bella dose di coraggio...

preciso però,come specifica lui stesso, che il suo libro è indirizzato principalmente a persone con uno stipendio medio, medio alto...pur dicendo : "non rinuncio tuttavia a considerare coinvolti in questa idea di cambiamento di vita anche coloro che hanno entrate assai inferiori e affronto questa questione nel paragrafo BREVE DIGRESSIONE. E CHI GUADAGNA MENO?"...paragrafo che devo ancora leggere...
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italy
MessaggioInviato: Ven Ago 27, 15:33:22    Oggetto:  
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Adesso questo libro dovrò leggermelo per forza. Laughing Laughing Laughing
Comunque se il presupposto di base è che sia una scelta fattibile da un'elite di persone, il ragionamento ci sta tutto. Nessuna obiezione.
Rimane il discorso se quelle persone vogliano fare questo tipo di cambiamento.
Ma da qui a cambiare il mondo, ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Il discorso che faccio io sul dimagrimento è che può decidere di dimagrire una persona obesa o che ha avuto un passato di gozzovigli che l'hanno resa pienotta, non certo il bambino africano sottopeso perchè non trova il sostentamento quotidiano.
Il discorso dei doni in casa ha un senso come il rinunciare al superfluo ma è una cosa che si applica al periodo precedente la crisi economica che stiamo vivendo. Adesso c'è gente che ha difficoltà a sopravvivere, a trovare i soldi per l'affitto o per il mutuo, a raccimolare gli spiccioli per la spesa settimanale, e che non si comprano un paio di scarpe nuove da anni, che sperano che i denti e la salute non diano problemi perchè non avrebbero soldi per curarsi, e che tutte el mattine si alzano facendo gli scongiuri che i denti dei figli siano dritti e non debbano correre il rischio mortale del dissanguamento di un dentista. Lì il dimagrimento non può applicarsi perchè gli introiti mensili non bastano per la mera sopravvivenza.

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lorenzo.albertin




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italy
MessaggioInviato: Sab Gen 22, 09:19:46    Oggetto: Grrrr ! RIVOGLIO I MIEI SOLDI
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puke
Non voglio dilungarmi troppo, non ne vale abbastanza la pena, ho letto il libro, la profondità con cui tocca quei argomenti è pari a una cacca di cane spiaccicata sul marciapiede, e lui e solo...per scriverlo come fa lui...un ipocrita di M.
Se volete leggerlo fate pure, ma a parte le prime frasi ad effetto, tutto il resto è una cagata pazzesca.
a voi la scelta. headbang headbang Evil or Very Mad
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Gio




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italy
MessaggioInviato: Lun Dic 12, 13:09:58    Oggetto: Grrrr ! Re: RIVOGLIO I MIEI SOLDI
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Simone Perotti lo ha fatto perchè aveva i soldi (ecco la verità, conti alla mano).

Ha una casa di prorietà in Liguria costata 150.000 euro, (lo ha detto sul suo blog, 50 per comprarla e 100 per ristrutturarla) ha una barca a vela di 11 metri (comperata in società con gli amici, facciamo una quota di 20.000 euro a testa) con cui porta in giro i turisti l'estate, e un gruzzolo, su un apposito conto, per la pensione (stiamo molto stretti: 80.000 euro, anche se è probabile che sia di più perchè i conti sulla pensione se li era fatti quando pensava che gli sarebbero serviti 16.000 all'anno per vivere, ora dice 9000, ma va beh).

Quindi, in 19 anni di carriera, ha quantomeno messo da parte una cifra intorno ai 250.000 euro, ma probabilmente inizialmente ne aveva molti di più perchè vanno tolti i soldi che ha dato alla moglie per liquidarla dopo il divorzio.

Adesso prendiamo lo stipendio medio italiano dichiarato dall'ISTAT, che è di circa 1300 euro mensili. Facciamo finta che uno, praticamente morendo di fame, riesca a mettere da parte ogni mese 800 euro. Per raccimolare 250.000 euro impiegherebbe circa 25 anni! Naturalmente non deve avere figli, mutuo, genitori a carico, problemi di salute, macchina per andare al lavoro e nessun inconveniente particolare.

A me, e ai molti che la pensano così, Perotti non sembra ne un guru ne una persona che ha fatto una scelta coraggiosa, anzi! Tenete presente che quando nel 2009 ha mollato il lavoro aveva già scritto 5 libri, di cui alcuni di discreto successo (Zenzero e nuvole aveva venduto 15.000 copie, (che sono netti poco meno di 15.000 euro, cifre dichiarate da lui, che dice di guadagnare 1 euro per ogni copia venduta), quindi oltre alle spalle ben coperte, aveva una mezza carriera da scrittore avviata.

Tutto questo per sottolineare che NON può essere un esempio per la gente comune, la sua strada è percorribile solo se guadagni 4000 o 5000 euro al mese. Adesso Basta quindi è una mera operazione commerciale, che ha avuto 19 ristampe e venduto 50.000 copie. Così tante perchè il sottotitolo "Lasciare il lavoro e cambiare vita" è stato forgiato apposta per ingannare le persone, inducendole a credere che fosse un manuale universale con esempi e strategie buone un po per tutti, su come mollare il lavoro. Molto appetitoso venduto così, non credete?!

QUI ARRIVA IL CONCETTO PIU' IMPORATANTE: Il libro parla della SUA esperienza, di come ha fatto LUI o di come fai tu se guadagni dai 3500 ai 5000 euro al mese, non certo i poveri operai, che però, speranzosi, 14 euro per il libro gle li hanno dati! Se ci fate caso (sia sul libro che nei commenti su internet) cerca costantemente di sminuire l'importanza dei soldi nel processo di downshifting, ed insiste sempre che l'aspetto psicologico è il fulcro... lo fa perchè se passa il messaggio che lui i soldi li aveva (e tanti), la gente capisce che il libro non può aiutarli a mollare il lavoro e smette di comprarlo, assieme ai sui libri futuri. La riprova la troviamo nella nota strategia di marketing di "nascondere" le informazioni "scomode" della biografia, infilandole dopo l'elenco di libri pubblicati! Guarda caso qui è perfettamente applicata: sapete infatti cosa scrive nella biografia dopo la lista dei libri da lui pubblicati?... "Che è stato un manager milanese strapagato per 19 anni!". Se questa non è volontà di nascondere l'importanza dei soldi in quello che ha fatto... non so cos'altro sia!

Simone Perotti è un comunissimo radical chic, che scrive articoli per Yacht & Sail, Yacht Capital, Dove, Style, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano (fonte Wikipedia), quando è diventato popolare (con Adesso Basta), ha incominciato a vendere anche i libri passati che non avevano venduto molto. Ha già i soldi per la pensione in banca e un'agenda piena di presentazioni dei sui libiri in giro per l'Italia. E come ultima riflessione, credete che uno che ha abbracciato la filosofia del "basso consumo" si possa permettere un vizio così costoso come fumare?
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james

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italy
MessaggioInviato: Ven Mar 23, 12:22:44    Oggetto:  
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non mi ricordavo più di questa mia discussione...

l'analisi di Gio effettivamente è convincente...a pensarci bene Perotti non è partito proprio da zero...però uno stile di vita più svincolato dal lavoro ordinario, secondo me, è possibile...sinceramente non so se avrei il coraggio di cambiare vita come il ragazzo che vive con 200 euro al mese intervistato ieri sera da Formigli...resta il fatto che rimane un esempio concreto sulla fattibilità del cambiamento...lui è pure da solo...chissà cosa potrebbero fare un vasto gruppo di persone organizzate a dovere...appena esce il video lo posto.

il ragazzo si chiama Devis Bonanni e questo è il suo blog

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Ovviamente esistono anche le vie di mezzo...non è necessario arrivare a casi estremi come questo ragazzo ma basterebbe modificare un pochino le nostre abitudini senza stravolgere del tutto il nostro stile di vita. La riduzione dell' orario di lavoro, per me, dovrebbe essere la prima cosa!
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