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La civile spagna
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domenico

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italy
MessaggioInviato: Gio Lug 15, 21:53:14    Oggetto:  La civile spagna
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MessaggioInviato: Gio Lug 15, 21:53:14    Oggetto: Adv






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virginia

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italy
MessaggioInviato: Ven Lug 16, 09:51:34    Oggetto:  
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La Spagna è un paese da quarto mondo quanto a protezione degli animali. Non esiste nessuna legge in merito e le loro manifestazioni popolari sono tutte basate sull'uso di animali (tipico di popolazioni involute) con tutto il carico di sofferenza che questo determina (per gli animali).
L'Europa ha tentato diverse volte di intervenire ma loro si ribellano come se gli stessero negando diritti naturali.
detto questo, i danni maggiori li fanno i turisti, perchè ormai certe manifestazioni attirano una marea di turisti e quindi di media e questo le rafforza.
spero sempre che a pamplona crepi qualcuno ma purtroppo non accade.
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Roberto

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 11:46:11    Oggetto:  
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Vabbè, ma dov'è il problema? Se queste sono le loro tradizioni che le continuino pure.
A me certi ragionamenti non piacciono, come se il mondo dovesse aderire sempre - quasi per una ragione metafisico-divina - a principi universali, tutti più buoni, tutti preoccupati per l'Africa, tutti in ansia per i poveri tori nuotatori...

A me non da nessun fastidio che nel mondo ci sia anche gente che esprime, nelle loro tradizioni, forme di violenza verso gli animali. Meglio sugli animali che tra uomini. Intendo dire che secondo me queste feste, sagre e quant'altro hanno la chiara funzione di esternare e concretizzare, sfogandole sulle bestie, pulsioni aggressive e violente che sono connaturate all'essere umano, intime come sono intimi sentimenti positivi come l'amore, l'empatia, l'amicizia e così via.
Non si possono cancellare questi istinti, il basso popolino ha bisogno di forme di svago e di sfogo che esorcizzino la violenza, ed abbiamo millenni di esperienza a riguardo (le famigerate "impiccagioni nella pubblica piazza"), perciò qual è il problema? La sofferenza di qualche bestia?

Oltre al fatto che di solito chi fa queste crociate (non mi riferisco a nessuno qui per carità, parlo in generale) mostra un intolleranza ed un fascismo tipici di chi si crede paladino in missione contro il male, negando bellamente il diritto dell'altro alla sua alterità. Eppure il "diverso" dovrebbe essere un baluardo del politically correct o sbaglio? Ah, forse si intende il "diverso" che non dà fastidio...ora capisco!

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Black witch

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 12:36:24    Oggetto:  
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Morelli, sono totalmente in disaccordo. E' vero che il diverso va tutelato, ma qui il concetto di diverso non c'entra un fico secco. Qui si può parlare solo di inciviltà, di mancanza di rispetto. Certo, il rispetto bisogna guadagnarselo, ma che ci hanno mai fatto quelle povere bestie per meritarsi un tale trattamento?! Evil or Very Mad
E poi tutte le volte si tira in ballo la politica: cos'è politically correct, cosa non lo è, il fascismo... sempre la solita minestra! Ah, tori, fascismo... mi ricordano qualcosa: mai letto "Memorie di una mucca" di Bernardo Atxaga? Racconta di una mucca che vive la guerra civile spagnola. Non scrivo altro, chi vuole va a leggerselo. Non è mai tardi, nemmeno per riprendere la narrativa rivolta ai ragazzi.
Comunque, credi davvero che sfogare istinti violenti su quelle povere bestie impedisca poi di metterli in pratica anche sugli esseri umani?! Niente di più falso.
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Ainat

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 12:38:28    Oggetto:  
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Mi spiace Roberto, ma non sono per niente d'accordo con te e per due motivi fondamentali che proverò a sintetizzare:

primo: perchè il discorso che l'uomo ha delle pulsioni da sfogare ed è meglio sfogarle sulle bestie che sull'uomo rispecchia un principio antropocentrico che è meglio che venga accantonato (giusto perchè al massimo, se l'uomo è incazzato con sè stesso se la prenda con l'uomo, che almeno una voce in capitolo ce l'ha ed è dotato di pari diritti per poter sopportare la carica violenta);

secondo: sta storia delle tradizioni inviolabili sinceramente ha bisogno di un distinguo. Anche il burka è una tradizione o la mutilazione genitale femminile praticata in molti paesi africani ma la differenza tra la vittima di queste violenze ed il toro nella corrida è che se alle donne che vengono mutilate chiedi se vogliono che la tradizione venga abolita o meno ci sono alcune che ritengono non debba essere abolita e quindi esercitano un libero arbitrio da schiave su cui varrebbe la pena di lavorare per gradi, se chiedi al toro se preferisca pascolare in pace o andare al macello in una corrida non penso che soffra della medesima sindrome di Stoccolma. L'Europa ha dei paletti verso le comunità che hanno scelto di farne parte, ora questi paletti o valgono per tutti o non valgono per niente, perchè altrimenti non ha senso sbraitare per la riforma dell'età pensionabile o per rete 4 se poi le tradizioni spagnole hanno un beneplacito che permette loro di fottersene dell'Europa.

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 12:50:13    Oggetto:  
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@Morelli. Perchè sugli animali si e sull'uomo no? Che razza di morale è?
Gli uomini possono sempre scegliere e difendersi, gli animali no!
Ma che pensieri all'incontrario! Spero che siano più che altro provocazioni.
Rolling Eyes

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 12:58:23    Oggetto:  
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kitiaram ha scritto:
@Morelli. Perchè sugli animali si e sull'uomo no? Che razza di morale è?
Gli uomini possono sempre scegliere e difendersi, gli animali no!
Ma che pensieri all'incontrario! Spero che siano più che altro provocazioni.
Rolling Eyes


Una cortesia: ti spiace quotare quando rispondi direttamente a qualcuno? Altrimenti ai fini della discussione non si capisce niente. Grazie.

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 13:16:26    Oggetto:  
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Rispondo a Black Witch

Black witch ha scritto:
E' vero che il diverso va tutelato, ma qui il concetto di diverso non c'entra un fico secco. Qui si può parlare solo di inciviltà, di mancanza di rispetto.


Vedi le due parti che ti ho colorato? Sono due frasi parzialmente - anzi, quasi totalmente - antinomiche. Non puoi credere in un concetto così profondo come il rispetto dell'altro eppoi, allo stesso tempo, invocare eccezioni.
È un discorso un po' articolato, ma volendolo sintetizzare dico: dove arriva il tuo rispetto dell'altro? Arriva fino al confine della "compatibilità" dei suoi valori con i tuoi?
Capisci quanto è contraddittorio rispettare le idee degli altri...finché restano compatibili con la propria visione del mondo. Insito nel tuo ragionamento c'è un - forse involontario poiché non pensato a priori - concetto "gerarchico" dei valori; come tutte le gerarchie vi sono valori superiori ed altri inferiori. Se predichi i primi come oggettivamente superiori, per civiltà, ai secondi, sei "culturalmente arrogante", non c'è via d'uscita. È un po' - mutatis mutandis per carità - l'atteggiamento che gli inglesi avevano verso gli indiani all'epoca del dominio coloniale.

Dal mio ragionamento precedente è facile intuire perché tiro in mezzo un parolone come fascismo; voglio dire che ci sono "fascismi e fascismi", ed un'auto-avvertita superiorità di valori denota una sorta di "fascismo culturale". Il politically-correct c'entra pure nel momento che uno dei suoi baluardi, il rispetto del diverso e la glorificazione del multiculturalismo, trova poi limiti evidenti quando il diverso, con i suoi valori, ci dà fastidio.

Rispondo a Tania

Ainat ha scritto:
primo: perchè il discorso che l'uomo ha delle pulsioni da sfogare ed è meglio sfogarle sulle bestie che sull'uomo rispecchia un principio antropocentrico che è meglio che venga accantonato


Su questo punto hai innegabilmente ragione. Il mio è un ragionamento antropocentrico. Da quando in qua è biasimevole?

Ainat ha scritto:
Anche il burka è una tradizione o la mutilazione genitale femminile praticata in molti paesi africani ma la differenza tra la vittima di queste violenze ed il toro nella corrida è che se alle donne che vengono mutilate chiedi se vogliono che la tradizione venga abolita o meno ci sono alcune che ritengono non debba essere abolita e quindi esercitano un libero arbitrio da schiave su cui varrebbe la pena di lavorare per gradi, se chiedi al toro se preferisca pascolare in pace o andare al macello in una corrida non penso che soffra della medesima sindrome di Stoccolma.


Me la permetti una critica? Tu e black witch, come evidenziato dalle parti in verde, soffrite della stessa "sindrome". Lo avverti l'intrinseco carattere di superiorità gerarchica che tu dai ai tuoi valori europeo-moderni in confronti ai brutti negracci selvaggi dell'Africa? Stai ragionando da colonizzatrice inglese, anche se sono convinto - e lo dico sinceramente - che sia tu che Black Witch siete in assoluta buona fede.
Non posso scendere nel dettaglio altrimenti andiamo OT (è giusta la lapidazione? La mutilazione genitale femminile? Qui parliamo in generale), ma vorrei fare proprio un discorso sistemico a questo punto. Il giudizio gerarchico sui valori, per quanto sia fatto in buona fede, per me è manifestazione di "mentalità da colonizzatore" o, in altre parole, di quello che io chiamo "fascismo culturale".

Sia per Tania che per Kitiaram

Al toro non puoi chiedere proprio nulla, non a caso è una bestia. Noi invece siamo uomini. Siamo sicuri che quello che vive in maniera "capovolta" sono io, che non mi sognerei mai di equiparare le bestie agli esseri umani?

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 13:20:35    Oggetto:  
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Ainat ha scritto:
kitiaram ha scritto:
@Morelli. Perchè sugli animali si e sull'uomo no? Che razza di morale è?
Gli uomini possono sempre scegliere e difendersi, gli animali no!
Ma che pensieri all'incontrario! Spero che siano più che altro provocazioni.
Rolling Eyes


Una cortesia: ti spiace quotare quando rispondi direttamente a qualcuno? Altrimenti ai fini della discussione non si capisce niente. Grazie.
ok, ma tu mica hai quotato sopra quando gli hai risposto. E io ho scritto che era rivolto @ (a) Morelli!
e sempre a Morelli dico che valgono più gli animali degli uomini sicuramente, perchè se tu ti ritieni tanto superiore dovresti prendertene cura e non usare violenza!

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 13:32:07    Oggetto:  
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Roberto Morelli ha scritto:

Su questo punto hai innegabilmente ragione. Il mio è un ragionamento antropocentrico. Da quando in qua è biasimevole?


E chi ha parlato di biasimo, ci mancherebbe. Essere in disaccordo totale, come in questo caso, e biasimare sono due cose completamente diverse.
Secondo me l'antropocenrismo, il considerarsi il centro dell'universo, è pericoloso, non biasimevole, perchè ha sempre come base il pensiero che il mondo tutto sia stato creato ad uso e consumo dell'uomo che può farci ciò che vuole. E lo considero, ripeto, pericoloso.

Roberto Morelli ha scritto:
Me la permetti una critica? Tu e black witch, come evidenziato dalle parti in verde, soffrite della stessa "sindrome". Lo avverti l'intrinseco carattere di superiorità gerarchica che tu dai ai tuoi valori europeo-moderni in confronti ai brutti negracci selvaggi dell'Africa? Stai ragionando da colonizzatrice inglese, anche se sono convinto - e lo dico sinceramente - che sia tu che Black Witch siete in assoluta buona fede.
Non posso scendere nel dettaglio altrimenti andiamo OT (è giusta la lapidazione? La mutilazione genitale femminile? Qui parliamo in generale), ma vorrei fare proprio un discorso sistemico a questo punto. Il giudizio gerarchico sui valori, per quanto sia fatto in buona fede, per me è manifestazione di "mentalità da colonizzatore" o, in altre parole, di quello che io chiamo "fascismo culturale".


Sul discorso dei valori hai ragione, ma il punto secondo me qui è un altro: io credo nell'autodeterminazione di un popolo e che le abitudini e le tradizioni umane abbiano bisogno per evolvere del contributo del popolo umano che le ha create senza dare giudizi di sorta sul bene e sul male ma solo sulle conseguenze di determinate scelte culturali (tipo la mortalità infantile femminile a causa della mutilazione genitale di cui parliamo ad esempio), il cambio di tradizioni non si può imporre quando le vittime di tale cambio non sono d'accordo, ma il lavoro deve essere lento e graduale per permettere loro di utilizzare il libero arbitrio.
Il toro è una bestia e non può comunicare come un uomo anche se non è scevro di comunicazione per chi voglia leggerla, ma questo perchè è un toro e non un uomo, ma non per questo è meno capace di soffrire rispetto all'onorato genere umano.
Io non sono contraria alle tradizioni: la tradizione maori di uccidere un leone per entrare nella maggiore età non mi fa nessun effetto visto che è una lotta che serve a fortificare la specie da entrambe le parti e se un uomo ha il coraggio di cacciare un leone da solo con una lancia ha tutti i diritti di ucciderlo se ci riesce.
Invece nelle violenze rituali spagnole (che non sono africani neri e selvaggi) io trovo che si siano fuse il consumismo e l'ansia per apparire tutte occidentali con le vecchie tradizioni.
PS: da ultimo ma non meno importante, la bestia soffre quanto l'uomo, non c'è bisogno di avere un'anima per soffrire di più o di meno, e la sofferenza è un valore universale che va al di là di tradizioni e leggi costituite.

Edit: Ultima cosa:

Roberto Morelli ha scritto:
Al toro non puoi chiedere proprio nulla, non a caso è una bestia. Noi invece siamo uomini. Siamo sicuri che quello che vive in maniera "capovolta" sono io, che non mi sognerei mai di equiparare le bestie agli esseri umani?


Ma chi ha detto che si equiparano le bestie agli uomini?
Questo scusa ma è un luogo comune per giustificare cose che con la mera sopravvivenza e con la selezione naturale non c'entrano nulla.
Io non sono vegetariana e che l'uomo uccida un animale per mangiare mi sembra nella natura delle cose, un toro trucidato in una corrida no. La selezione naturale è una legge che è al di sopra di qualsiasi tradizione umana, è una legge cui siamo sottoposti anche noi e che prima o poi chiede il conto.

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 13:39:09    Oggetto:  
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Io quoto quanto detto da Ainat e Black witch. Il mondo di oggi è un pò più civile di un tempo, e noi, come paese aderente alla UE (e in più in generale, al mondo occidentale) abbiamo dato in sostanza la nostra adesione a tutta una serie di regole e valori condivisi.
Fa quindi bene la UE, per dire, a imporci la parificazione dell'età pensionabile dato che siamo ormai nel 2010 e uomini e donne dovrebbero avere pari diritti e doveri.

Allo stesso modo però, facendo anche la Spagna parte di questo consorzio di nazioni civili, dovrebbe adeguarsi a certe direttive che bloccano le crudeltà contro gli animali.
E non si tratta affatto di voler equiparare uomini e animali; anche gli animali hanno dei diritti, certo non come quelli umani, che possono variare a seconda del paese ma che dovrebbero rispondere ovunque, ad un principio comune, ad un diritto base non scritto che dovrebbe essere più o meno questo : diritto a non essere uccisi per puro divertimento.

Anche la storia delle "tradizioni" non convince affatto, nè tantomeno quella delle pulsioni violente. Si dà innanzitutto il caso che certe pulsioni si possono sfogare in altro modo, ma soprattutto, sono pulsioni comuni a tutto il genere umano e non solo agli spagnoli e agli altri paesi ispanici dove si pratica la tauromachia.

E per quanto riguarda le tradizioni...bè, si da il caso che anche noi italiani, ma in generale tutti i popoli, per secoli abbiamo avuto "tradizioni" violente e bestiali, sia contro animali ma soprattutto contro uomini, ma, come si può ben vedere, le abbiamo ormai abbandonate...il mondo si è un tantino civilizzato, sarebbe bene adeguarsi.

E per quanto mi riguarda non ho nessun problema col "politicamente corretto" dato che non lo sono, la ritengo una gigantesca stupidaggine e non ho un ipocrita rispetto "dell'altro" a prescindere, e non ho nessun problema a considerare come incivili e barbare certe "tradizioni" altrui, così come anche alcune "nostre". Certo, questo può anche derivare dalla propria visione del mondo con i propri valori e la propria tradizione, ma questo credo sia così per tutti.
E per quanto mi riguarda mi va benissimo avere la mentalità da colonizzatore inglese o da fascista culturale, se questo significa ragionare con la propria testa e non con quella sorta di buonismo-terzomondismo che l'etichetta odierna imporrebbe a tutti i costi (e che è falso nel 99 % dei casi, a mio avviso Rolling Eyes )

Per quanto mi riguarda la tauromachia pone una parte di Spagna ad un livello di civiltà, per quanto riguarda il trattamento degli animali, molto inferiore a quello delle altre nazioni occidentali.
Così come, potrei dire che c'è tutta una serie di "usanze" e "tradizioni" italiche (di alcune zone d'Italia in particolare) che ci fa sprofondare ad un livello di quinto mondo, su certe questioni...ma si andrebbe decisamente OT.

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 13:40:09    Oggetto:  
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kitiaram ha scritto:
ok, ma tu mica hai quotato sopra quando gli hai risposto. E io ho scritto che era rivolto @ (a) Morelli!
e sempre a Morelli dico che valgono più gli animali degli uomini sicuramente, perchè se tu ti ritieni tanto superiore dovresti prendertene cura e non usare violenza!
[/color]


Si ma il mio discorso partiva dal suo per sviluppare altri argomenti, la tua mi sembrava una semplice risposta diretta, e in quei casi risulta più comprensibile quotare la persona di modo che se entra qualcuno nuovo che non ci conosce si riesce ad orientare meglio. Grazie.

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 13:53:45    Oggetto:  
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Ainat ha scritto:

Io non sono contraria alle tradizioni: la tradizione maori di uccidere un leone per entrare nella maggiore età non mi fa nessun effetto visto che è una lotta che serve a fortificare la specie da entrambe le parti e se un uomo ha il coraggio di cacciare un leone da solo con una lancia ha tutti i diritti di ucciderlo se ci riesce

.
Forse intendevi dire la tradizione MASAI?
Comunque questo discorso è importante per specificare che in questi casi non si tratta di crociate animaliste talvotla un pò fanatiche ed esagerate (a mio avviso almeno).
Si tratta semplicemente di evitare crudeltà e sadismi inutili su creature che comunque soffrono.

Animali uccisi per il nutrimento altrui va benissimo (anche se rispetto la scelta dei vegetariani) così come animali uccisi quando diventano pericolosi per l'uomo, e in questo caso con i leoni ci potrebbe stare. Così come la sperimentazione su animali, se può servire a migliorare la salute dell'uomo.

Trovo invece incivile l'uccisione per gioco o divertimento, e per quanto mi riguarda in questa definizione rientra anche la normale attività venatoria praticata anche in Italia. E a maggior ragione nè fanno parte caccia grossa, corride, allevamenti di animali da pelliccia o cavie usate per testare cosmetici o comunque prodotti non indispensabili.
Insomma, tutto ciò che preveda la sofferenza degli animali non per necessità umane ma per semplplici capricci o per divertimento, secondo me è incivile e da biasimare, sempre e comunque.

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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 14:52:11    Oggetto:  
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Saratoga ha scritto:

.
Forse intendevi dire la tradizione MASAI?
Comunque questo discorso è importante per specificare che in questi casi non si tratta di crociate animaliste talvotla un pò fanatiche ed esagerate (a mio avviso almeno).
Si tratta semplicemente di evitare crudeltà e sadismi inutili su creature che comunque soffrono.

Animali uccisi per il nutrimento altrui va benissimo (anche se rispetto la scelta dei vegetariani) così come animali uccisi quando diventano pericolosi per l'uomo, e in questo caso con i leoni ci potrebbe stare. Così come la sperimentazione su animali, se può servire a migliorare la salute dell'uomo.

Trovo invece incivile l'uccisione per gioco o divertimento, e per quanto mi riguarda in questa definizione rientra anche la normale attività venatoria praticata anche in Italia. E a maggior ragione nè fanno parte caccia grossa, corride, allevamenti di animali da pelliccia o cavie usate per testare cosmetici o comunque prodotti non indispensabili.
Insomma, tutto ciò che preveda la sofferenza degli animali non per necessità umane ma per semplplici capricci o per divertimento, secondo me è incivile e da biasimare, sempre e comunque.


Si hai ragione, erano i Masai.. scusate il lapsus.
Per il resto del discorso, non posso che quotarti, probabilmente hai espresso meglio tu il mio pensiero di quanto possa aver fatto io.

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Rispondo a Tania

Ainat ha scritto:
Secondo me l'antropocenrismo, il considerarsi il centro dell'universo, è pericoloso, non biasimevole, perchè ha sempre come base il pensiero che il mondo tutto sia stato creato ad uso e consumo dell'uomo che può farci ciò che vuole.


Non credere che io sopravvaluti l'essere umano a tal punto. Il pianeta non è nella nostra disponibilità, ma nemmeno non lo è. In due parole, se ti interessa sapere cosa ne penso, ti dirò che ci considero niente meno niente più che uno dei tanti rami evolutivi della vita. Un domani arriverà una mega glaciazione, un super terremoto e, come d'incanto, spariremo così come 4 milioni di anni fa siamo arrivati.
Su questa terra siamo nient'altro che di passaggio, credere che possiamo davvero influire sul destino di questo pianeta: quello è sopravvalutarsi!

Ainat ha scritto:
e che le abitudini e le tradizioni umane abbiano bisogno per evolvere del contributo del popolo umano che le ha create senza dare giudizi di sorta sul bene e sul male ma solo sulle conseguenze di determinate scelte culturali (tipo la mortalità infantile femminile a causa della mutilazione genitale di cui parliamo ad esempio), il cambio di tradizioni non si può imporre quando le vittime di tale cambio non sono d'accordo, ma il lavoro deve essere lento e graduale per permettere loro di utilizzare il libero arbitrio.


Se io e te fossimo due divinità sedute intorno ad un tavolo, in cerca del miglior destino da dare alla specie umana allora ti darei pienamente ragione, dato che probabilmente il sentiero che tu indichi, da un punto di vista evolutivo, è il più saggio.
Tuttavia è proprio sulla frase che ti ho colorato che abbiamo posizioni inconciliabili. Io credo fermamente che non possiamo - e non dovremmo - insegnare niente a nessuno: perché? Semplice. Non ce lo possiamo permettere. Inoltre, per quanto sia "delicato" e maturo il tuo discorso resta sempre un ragionamento gerarchico.
Io sono convinto, nell'intimo del mio animo, che il lato più profondo del concetto di rispetto dell'altro consista nel rispetto che provoca "fastidio". Rispettare le cose che, più o meno, approviamo non è compito gravoso in fondo.

Rispondo a Saratoga

Saratoga ha scritto:
Il mondo di oggi è un pò più civile di un tempo, e noi, come paese aderente alla UE (e in più in generale, al mondo occidentale) abbiamo dato in sostanza la nostra adesione a tutta una serie di regole e valori condivisi.


Sulla prima frase fai attenzione. Nella tua frase troppe certezze in tasca. Pensa ad un uomo dell'800 ad esempio, ai suoi valori, alle sue tradizioni, all'amore nel nucleo famigliale, poi getta uno sguardo sull'oggi: sei ancora convinto che il mondo nel quale vivi sia migliore di quello passato?
Inoltre, sulla questione dei valori condivisi, che poi è centrale nella discussione (qui infatti parliamo dell'esistenza o meno di principi universali, come ad esempio il rispetto della vita degli animali), non ti spaventa che un'entità sovra-nazionale, lontanissima da te, ti imponga - ed imponga anche a genti molto diverse da noi - lo stesso sistema di valori ed ideali? Questo non è conformismo orwelliano? Non è questa, secondo te, una versione "civile" e rassicurante di totalitarismo identitario?
A me, da libero pensatore, questa "superficialità" con cui si accettano certe realtà di fatto mette i brividi; pensiamoci meglio.

Saratoga ha scritto:
Si dà innanzitutto il caso che certe pulsioni si possono sfogare in altro modo [...] E per quanto mi riguarda non ho nessun problema col "politicamente corretto" dato che non lo sono [...] non ho un ipocrita rispetto "dell'altro" a prescindere, e non ho nessun problema a considerare come incivili e barbare certe "tradizioni" altrui [...] E per quanto mi riguarda mi va benissimo avere la mentalità da colonizzatore inglese o da fascista culturale, se questo significa ragionare con la propria testa e non con quella sorta di buonismo-terzomondismo che l'etichetta odierna imporrebbe a tutti i costi


La parte in arancione è un tuo giudizio personale, non è utile al dibattito; se ad esempio tu per "sfogarti" ti mangi una torta, ed io amo andare a caccia, come la mettiamo? Come fai tu a venire da me e dire <<Cresci, troglodita, non lo sai che ci sono altri modi per sfogare le proprie pulsioni violente?>>.
Sulla parte verde innanzitutto ti invito ad avere rispetto delle mie posizioni, che mi sono "costate" uno sforzo di ragionamento ed apertura mentale notevole, non sono quindi equiparabili a nessun prurito ipocrita, né sono dei rutti. Dai una lettura malevola del mio ragionamento: il mio rispetto non è affatto ipocrita, né terzomondista, né fintamente buonista (tra l'altro, se fossi sul forum da più tempo, sapresti che non c'è nulla di più lontano da me dei ragionamenti ipocriti e politically correct): io credo fermamente nel fatto che i valori non si possono gerarchizzare; puoi pensare che siamo migliori quanto vuoi, la verità è che non lo siamo ed anzi, prima di andare a dare lezioni di civiltà in casa altrui, dovremmo guardare cosa sta accadendo alla nostra civilissima civiltà, agli ideali ed ai valori che persegue ed insegue.
Sulla parte in blu invece permettimi di dirti che il politically-correct (o scorrect) non c'entra nulla: il tuo è semplicemente un ragionamento violento. Bello finché sei in una posizione di forza - ovvero il civile europeo VS il negro selvaggio - profondamente sgradevole quando sei dalla parte della vittima.
Secondo il tuo ragionamento nulla vieterebbe allo spagnolo in questione di venire qui e dire <<Secondo me da voi le donne sono troppo scoperte, copritele immediatamente, è una questione di civiltà!>>. Tu credi di avere la civiltà in tasca, lui pure, che si fa?
Te lo dico io, si fa la guerra. Il tuo è un ragionamento di guerra, ovvero estremamente violento. Per carità, nessun problema, basta che sia chiaro dove porta questo sistema di pensiero che tu propugni con tanta sicumera.

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"Non voglio sembrare freddo, crudele o cattivo, ma lo sono. Quindi è così che viene fuori." - Bill Hicks
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