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Articoli e Libri - Chi si intercetta da sè, fa per tre!

Anonymous - Mar Mar 16, 03:54:00
Oggetto: Chi si intercetta da sè, fa per tre!
Riassunto dell'articolo per coloro che fossero indecisi nella lettura

Si parla del pericolo che, un giorno, gli intercettati possano avere il pieno controllo sugli intercettatori, cioè quelli che i giudici assumono per sapere cosa si dicono gli indagati.
Si parla di Paolo Berlusconi.

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Scritto da Claudio Messora (dal blog Byoblu
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Chi di intercettazioni ferisce, di intercettazioni perisce.

Alla vigilia di Natale 2005, Roberto Raffaelli (amministratore di Rcs-Research control system, società che faceva intercettazioni per conto dei pm) e l'intermediario Fabrizio Favata suonano alla porta della villa di Arcore. Secondo la Procura di Milano, portano con sé un regalo di Natale per Silvio Berlusconi: le intercettazioni allora segrete Bnl-Unipol tra il presidente Unipol Giovanni Consorte e il segretario dei Ds Piero Fassino. Le conversazioni non erano ancora depositate agli atti e addirittura non erano neppure state sbobinate dalla Guardia di Finanza. Eppure, una settimana dopo finiscono su Il Giornale del fratello di Berlusconi, Paolo.
Quanto meno singolare che oggi Berlusconi sbraiti contro le fughe di notizie, quando la struttura delta alle sue dipendenze gli procura tutti gli atti, secretati o meno, che possono giovare alla sua causa - ricordate il caso Marrazzo, con il video hard del governatore del Lazio finito direttamente nelle mani del Presidente del Consiglio per mano della figlia Marina, presidente della Mondadori? Neppure mi risulta che dopo quel 24 dicembre ad Arcore fossero stati scomodati gli ispettori del Ministero della Giustizia, quelli che oggi si precipitano a Trani, sguinzagliati dal cane mastino Alfano, per intimidire un pool di magistrati che, come al solito, non fa altro che portare avanti l’obbligatorietà dell’azione penale.

Altrettanto curioso che la stessa famiglia Berlusconi, acerrima nemica dell’industria delle intercettazioni, sia coinvolta nella spartizione della torta delle intercettazioni stessa. Sarebbe l’editore stesso de Il Giornale – quello che oggi titola “E SE INTERCETTASSIMO I MAGISTRATI?” –, nonché il fratello del Presidente del Consiglio, ad avere intascato oltre mezzo milione di euro da Roberto Raffaelli, consegnati tra il 2005 e il 2006 in comode buste da 40-50mila euro in contanti, una volta al mese, alla redazione dell’House Organ del PdL.

Cosa avrebbe dovuto fare, Paolo Berlusconi, in cambio di queste mazzette? Secondo la Procura di Milano avrebbe promesso a Raffaelli di aiutarlo ad espandersi nel mercato delle intercettazioni.
Pensate a cosa succederebbe se gli intercettati avessero il controllo sugli intercettatori, cioè quelli che i giudici assumono per sapere cosa si dicono gli indagati. Facciamo due o tre esempi.

CASO A
Il magistrato Pinco Pallo assume la Rcs-Research control system per indagare su Silvio Berlusconi. La Rcs-Research intercetta Berlusconi che fa pressione su Innocenzi per chiudere Annozero. Raffaelli telefona a Paolo Berlusconi. A stretto giro di posta, le intercettazioni di Berlusconi si trasformano in innocue conversazioni sul tempo, tutt’al più condite da qualche barzelletta sconcia, prima di giungere sulla scrivania del magistrato.

CASO B
Il magistrato Pinco Pallo assume la Rcs-Research control system per indagare su Di Pietro. La Rcs-Research intercetta Di Pietro che discute con Bersani sulle strategie per far fuori politicamente Berlusconi alle prossime elezioni. Raffaelli telefona a Paolo Berlusconi. Dopo un’ora Berlusconi ha tutte le informazioni che gli servono sulle mosse degli avversari.

CASO C
Il magistrato Pinco Pallo assume la Rcs-Research control system per indagare su Di Pietro. La Rcs-Research intercetta Di Pietro che, alla moglie, dice che si è dovuto fermare a urinare sulla corsia di emergenza dell’autostrada, perché la vescica scoppiava. Raffaelli telefona a Paolo Berlusconi. Il giorno dopo, Il Giornale titola: “Il Ministro dei Trasporti piscia sul Guard Rail”.

Non c’è che dire, un bel vantaggio. Forse per questo Paolo Berlusconi avrebbe promesso a Roberto Raffaelli di far intercedere l’onorevole Valentino Valentini, assistente personale di Berlusconi e capo dell’Ufficio del Presidente del Consiglio.

Parrebbe insomma un’abile operazione di infiltrazione nei sistemi di intercettazione dei magistrati, per la serie: se non posso evitare di farmi intercettare, almeno mi intercetto da solo.

Per adesso, Paolo Berlusconi è indagato per millantato credito.
kitiaram - Ven Giu 25, 13:11:36
Oggetto:
Il caso Favata - parte prima



Ilfattoquotidiano.it in collaborazione con Current TV ha ricostruito il Watergate italiano: la storia del nastro dell'intercettazione segreta e non ancora depositata tra il DS Piero Fassino e l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte. Un file audio che sarebbe stato consegnato la viglilia di Natale del 2004 a Paolo e Silvio Berlusconi da Roberto Raffaelli, il patron dell'azienda di intercettazioni RCS.
A raccontare con la sua voce questa storia è l'amico di Raffaelli e socio occulto di Paolo Berlusconi Roberto Favata, poi finito a San Vittore con l'accusa di estorsione.
Ilfattoquotidiano.it ha rimontato i colloqui tra Favata e Peter Gomez avvenuti prima dell'arresto. E la registrazione di un incontro tra il socio occulto di Paolo Berlusconi e l'avvocato Piersilvio Cipollotti, assistente del legale del Premier Niccolò Ghedini.
L'inchiesta è divisa in due puntate ed è a cura di Peter Gomez, Lorenzo Galeazzi, Giommaria Monti con le illustrazioni di Emanuele Fucecchi.
Grazie al montaggio audio-video di una serie di colloqui tra Peter Gomez e Fabrizio Favata, e tra quest'ultimo e un avvocato dello studio Ghedini, ecco la storia multimediale del Watergate italiano. Favata spiega, prima del suo arresto, come l'intercettazione segreta del caso Unipol che nel 2006 ha imbarazzato e messo in un angolo la sinistra fu portata ad Arcore per essere poi pubblicata da Il Giornale. Un documento straordinario che fa luce su una vicenda fatta di minacce, ricatti e giochi di potere. Una nostra esclusiva, realizzata in collaborazione con Current Tv. L’inchiesta divisa in due parti, è a cura di Peter Gomez, Lorenzo Galeazzi, Giommaria Monti


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