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MarcoTravaglio.it - Ringrazia una femminista

Valmor - Mar Ago 30, 23:23:31
Oggetto: Ringrazia una femminista
Se sei donna e puoi votare, ringrazia una femminista.

Se ricevi un salario uguale a quello di un uomo che fa lo stesso tuo
lavoro, ringrazia una femmnista.

Se sei potuta andare all'Università invece di lasciare gli studi dopo
la maturità, perché i tuoi fratelli potessero studiare mentre " tu
devi solo pensare a sposarti", ringrazia una femminista.

Se puoi fare qualsiasi lavoro non solamente un "lavoro per donne",
ringrazia una femminista.

Se puoi ricevere e dare informazioni sul controllo della fertilità
senza andare in galera per questo, ringrazia una femminista.

Se sei una donna medico, avvocata,giudice, ministra,
legislatora,ringrazia una femminista.

Se puoi giocare professionalmente in uno sport, ringrazia una femminista.

Se puoi indossare i pantaloni senza essere scomunicata dalla tua
chiesa o messa al bando dalla società, ringrazia una femminista.

Se al tuo datore di lavoro è proibito molestarti affinché tu vada a
letto con lui,ringrazia una femminista.

Se sei violentata, però il giudizio non riguarda la lunghezza del tuo
vestito o il tuo fidanzato precedente, ringrazia una femminista.

Se inizi un'attività commerciale e puoi ottenere prestiti spendendo il
tuo nome, ringrazia una femminista.

Se stai sotto processo e ti è permesso di testimoniare in tua difesa,
ringrazia una femminista.

Se possiedi una proprietà che è solamente tua, ringrazia una femminista.

Se hai diritto al tuo salario anche se sei sposata o convivi con un
uomo, ringrazia una femminista.

Se ottieni la custodia dei/delle tuoi /tue figli e figlie dopo un
divorzio o una separazione, ringrazia una femminista.

Se voti per chi credi migliore,senza che nessuno ti dica per chi,
ringrazia una femminista.

Se hai voce su come educare e curare i/le figli e figlie piuttosto
che subire il controllo completo di tuo marito o di suo padre,
ringrazia una femminista.

Se tuo marito ti picchia e ciò è reato e viene arrestato, invece di
subire una predica su come deve essere una buona sposa, ringrazia una
femminista.

Se ottieni un master dopo l'università, ringrazia una femminista.

Se puoi allattare il tuo bebé discretamente in un luogo pubblico e non
essere arrestata, ringrazia una femminista.

Se ti sposi e i tuoi diritti umani non scompaiono dentro i diritti di
tuo marito, ringrazia una femminista.

Se hai il diritto di rifiutare di avere rapporti sessuali con tuo
marito, ringrazia una femminista.

Se hai il diritto a che le tue registrazioni mediche confidenziali non
siano divulgate agli uomini della tua famiglia. ringrazia una
femminista.

Se hai il diritto di leggere i libri che desideri, ringrazia una
femminista.

Se puoi testimoniare in tribunale sui crimini o dannegiamenti commessi
da tuo marito, ringrazia una femminista.

Se decidi di essere madre o no,senza dover seguire i dettami di un
marito o di uno stupratore, ringrazia una femminista.

Se puoi sperare di vivere fino ad ottanta anni (o più) invece di
morire a 20 0 30 a causa delle innumerevoli gravidanze, ringrazia una
femminista.

Se puoi vederti come un essere umano completo e non come una eterna
minore che ha bisogno di essere controllata da un uomo, ringrazia una
femminista.

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(traduzione di Anita Silviano)
kitiaram - Mer Ago 31, 00:37:52
Oggetto:
Concordo sisi
Serpiko - Dom Set 04, 15:43:07
Oggetto:
ok, oggi mi sento polemico, ma a me tutte queste storie sulla guerra tra i sessi mi riportano alle elementari e francamente ne ho le palle piene (posso dire palle?). Per me uomini e donne vivino in complementare armonia e la guerra esiste solo tra criminali e vittime. Inoltre dubito fortemente che bisogni ringraziare "una femminista" per ogni punto elencato sopra. Il medioevo per fortuna e' passato da un pezzo, chi devo ringraziare io di non trovarmi in un campo di battaglia mentre una gelida lama mi sta facendo a pezzetini?
gianbi - Dom Set 04, 16:24:39
Oggetto:
Mah, credo che chi ha scritto queste frasi ce l'abbia con il mondo e soprattutto con gli uomini.
Direi che nel 2011 di queste frasi ne possiamo fare tranquillamente a meno.
Magari potrebbe essere di attualità nella cultura Musulmana. Ma, non qui in Europa dove la donna ormai è al pari dell'uomo da un pezzo (anche se, su questo non sono mai stato completamente d'accordo).
Valmor - Dom Set 04, 17:10:19
Oggetto:
Serpiko ha scritto:
ok, oggi mi sento polemico, ma a me tutte queste storie sulla guerra tra i sessi mi riportano alle elementari e francamente ne ho le palle piene (posso dire palle?). Per me uomini e donne vivino in complementare armonia e la guerra esiste solo tra criminali e vittime. Inoltre dubito fortemente che bisogni ringraziare "una femminista" per ogni punto elencato sopra. Il medioevo per fortuna e' passato da un pezzo, chi devo ringraziare io di non trovarmi in un campo di battaglia mentre una gelida lama mi sta facendo a pezzetini?


La tua risposta è superficiale e totalmente priva di costrutto.

Non è in questione l'armonia ma la parità dei diritti, trovi forse che ci sia oggi? Per le stesse funzioni lavorative le donne vengono pagate di meno, inoltre assolvono a molte delle funzioni familiari - cura dei bambini e degli anziani.

Se poi non conosci la storia dell'emancipazione femminile sono fatti tuoi, lascia cadere le occasioni per dire cose inutilmente ignoranti e studia.

Sul medioevo hai perso un'ottica occasione per stare zitto... tieni conto che sei privilegiato sia temporalmente - le guerre mondiali sono poche decadi fa - e spazialmente - pensa alle guerre che si svolgono solo nei pasi confinanti: Palestina, Libano, Iraq, Sudan...
Valmor - Dom Set 04, 17:24:47
Oggetto:
gianbi ha scritto:
Mah, credo che chi ha scritto queste frasi ce l'abbia con il mondo e soprattutto con gli uomini.
Direi che nel 2011 di queste frasi ne possiamo fare tranquillamente a meno.
Magari potrebbe essere di attualità nella cultura Musulmana. Ma, non qui in Europa dove la donna ormai è al pari dell'uomo da un pezzo (anche se, su questo non sono mai stato completamente d'accordo).


In che senso "fare a meno"? sono cose vere o no? Se dico che dobbiamo ringraziare gli illuministi come Beccaria perché la tortura non è più riconosciuta come procedura ordinaria possiamo "farne a meno"? E se dico che dobbiamo ringraziare i costituenti per una Costituzione fra le più avanzate al mondo possiamo "farne a meno"?

Mi pare evidente che il testo è rivolto alle giovani donne che hanno determinati diritti e si sono dimenticate chi ha combattuto per essi... come dovremmo fare noi...

E a proposito...quanti primari di ospedale edirettori di banca conosci che siano donne? Io non molti.
Orientalista partenopeo - Dom Set 04, 18:53:22
Oggetto:
Serpiko ha scritto:
ok, oggi mi sento polemico, ma a me tutte queste storie sulla guerra tra i sessi mi riportano alle elementari e francamente ne ho le palle piene (posso dire palle?). Per me uomini e donne vivino in complementare armonia

E' un refuso (nel senso che volevi scrivere vivono) oppure è un tuo auspicio? Se è un auspicio lo condivido, se è all'indicativo presente mi sembra poco realistico.
Io non la metterei sul piano della "guerra tra i sessi" (anche a me interessa poco), ma sul piano della meritocrazia: ce ne riempiamo la bocca ma quando vediamo qualcuno più bravo rimanere indietro rispetto a un cretino in fondo non ci turba più di tanto.
Se le donne, in quasi tutti i campi, hanno una parità solo teorica con gli uomini, questo dipende dalle loro capacità? Nella mia modesta esperienza di docente universitario (se posso pomposamente e immodestamente definire così le supplenze della mia prof) durante il mio dottorato, ho constatato che le mie studentesse erano mediamente (sottolineo il mediamente, parlo in generale) più brave dei loro colleghi uomini: a parità di capacità, erano spesso più serie e diligenti. Cose analoghe sento dire da un mio amico che insegna alle scuole medie (cambiando l'età non cambiano i risultati, quindi).
Francamente mi seccherebbe molto sapere che i miei migliori studenti (delle donne, quindi) hanno incontrato maggiori difficoltà a trovare lavoro solo perché non munite di pisello (posso dire pisello?).
Possiamo porci il problema oppure è solo femminismo retrò?
Può anche darsi che il problema sia più complesso di come a volte lo si pone e che non dipenda solo dai maschi che fanno casta, barriera e così via: io a volte constato (tristemente) un certo atteggiamento rinunciatario da parte di donne molto capaci.
In ogni caso il problema esiste ed è innegabile. Come usava dire il mio compianto papà (che era missino e quindi di idee lontanissime dalle mie): "ogni cosa al suo posto e ogni uomo al posto che merita". Ecco, soprattutto la seconda cosa è più che condivisibile (e auspicabile), direi.

Valmor ha scritto:

Mi pare evidente che il testo è rivolto alle giovani donne che hanno determinati diritti e si sono dimenticate chi ha combattuto per essi...

Anch'io l'ho letto così, e non ho capito le risposte piccate.
gianbi - Dom Set 04, 22:10:49
Oggetto:
Valmor ha scritto:
E a proposito...quanti primari di ospedale edirettori di banca conosci che siano donne? Io non molti.


Mah, negli enti pubblici ad esempio ci sono un sacco di dirigenti e capiservizio donne.
In una grossa azienda che seguo ad esempio (500 dipendenti) Presidente, vice presidente e la maggior parte del cda sono donne.
Questo rimasuglio ideologico della donna schiava e seconda in tutto all'uomo la vedo ormai superata da un pezzo.
Le "femministe" sono ancora quelle donne che nella giornata della loro festa riempiono le discoteche per toccare il sedere agli spogliarellisti e fare baldoria come se avessero soltanto quella libera uscita. Quando poi provi a chiedere loro se sanno *perchè* è nata quella festa, nel 90% dei casi ti dicono di non saperlo, oppure azzardano ipotesi fantasiose.
Serpiko - Dom Set 04, 22:47:43
Oggetto:
Orientalista partenopeo ha scritto:

E' un refuso (nel senso che volevi scrivere vivono) oppure è un tuo auspicio? Se è un auspicio lo condivido, se è all'indicativo presente mi sembra poco realistico.
Io non la metterei sul piano della "guerra tra i sessi" (anche a me interessa poco), ma sul piano della meritocrazia


E' chiaro che volevo scrivere vivono, e proprio non riesco a non metterla sul piano della guerra tra i sessi, una lista del genere di "ringrazia una femminista" e' secondo me assolutamente sessista (al contrario)

Io odio le generalizzazioni e per me parlare in questi termini di uomini e donne e come parlare in termini razzisti di bianchi e neri

Sono interessanti le tue esperienze da docente universitario ma ti potrei parlare delle mie esperinze da automotive designer in importanti centri stile delle piu' grandi case automobilistice mondiali. Dove ho visto persone assolutamente incompetenti guadagnare 8000 € al mese solo perche non hanno il pisello (appurato che pisello si puo' dire) e che in ufficio non fanno altro che parlare di quando sono belle le loro nuove borsette comprate a Milano. Ma questo e' secondo me O/T e bisognerebbe aprire un 3d apposito dove elencare quali professioni svolte meglio da donne e quali da uomini
Serpiko - Dom Set 04, 22:56:38
Oggetto:
Valmor ha scritto:

La tua risposta è superficiale e totalmente priva di costrutto.

Non è in questione l'armonia ma la parità dei diritti, trovi forse che ci sia oggi? Per le stesse funzioni lavorative le donne vengono pagate di meno, inoltre assolvono a molte delle funzioni familiari - cura dei bambini e degli anziani.

Se poi non conosci la storia dell'emancipazione femminile sono fatti tuoi, lascia cadere le occasioni per dire cose inutilmente ignoranti e studia.

Sul medioevo hai perso un'ottica occasione per stare zitto... tieni conto che sei privilegiato sia temporalmente - le guerre mondiali sono poche decadi fa - e spazialmente - pensa alle guerre che si svolgono solo nei pasi confinanti: Palestina, Libano, Iraq, Sudan...


Valmor sono punti di vista, anche io ritengo la tua risposta superficiale e priva di costrutto ma non per questo mi sento autorizzato a scendere sul personale, non sei tu a darmi fastidio (altrimenti ti avrei ignorato/a) la tua aggressività e' inopportuna

Mi sembra che stai generalizzando un po' troppo, in alcuni posti la parità c'è in altri purtroppo no, per esempio io e mia moglie lavoriamo nella stessa ditta abbiamo lo stsso stipendio e assolviamo alle funzioni familiari nella stessa misura

per quanto riguarda il discorso sul medioevo la tua precisazione non fa altro che ripetere quello che ho gia' sottinteso, e cioe' che in quanto uomini e donne della nostra epoca ed in Europa occidentale siamo bene o male tutti “privilegiati”


e con questo passo e chiudo visto che il rapporto tempo_che_ho_a_disposizione/interesse_che_provo_verso_questo_argomento non mi consente di andare avanti
Saratoga - Lun Set 05, 20:51:13
Oggetto:
Oh, per fortuna qualcuno lo ha detto, così ora posso dirlo anch'io senza ricevere accuse di ignoranza o superficialità.

Anche a me sinceramente certe cose mi paiono pretestuose e anacronistiche. Non simpatizzo granchè per il femminismo, specialmente al giorno d'oggi. La realtà è che la parità dei sessi, come è stato detto, è stata raggiunta, giuridicamente esiste al di là di ogni dubbio.
Che poi nella realtà pratica la cosa possa essere diversa, è altro discorso e francamnete con le battaglie delle femministe c'entra molto poco. Poi ognuno ha la sua esperienza, ma in fondo gli esempi possono variare. Nella mia università, con selezione meritocratica a test di ingresso, le donne sono maggioranza. Fra i nostri professori, direttori di reparti sanitari, le donne sono un buon numero, forse anche la metà.

Non capisco poi il continuo citare quante donne sono capitani d'industria o primari o che altro. Questo dovrebbe voler dire qualcosa? Non capisco perchè ci sia questa idea che ad uguali condizioni di partenza, si debba poi giungere a medesimi risultati.
Tanto pe dire, potrebbero esserci più uomini in posti di potere perchè sono più capaci. E attenzione, non sto dicendo che sia così, ma che anche questa è una possibilità, e il fatto che a femministe e difensori del femminismo questa possibilità non passi mai per la testa mi stupisce non poco. Si da per scontato che ci sia discriminazione, senza poi verificare che sia vero. Qualcuno si è mai preso la briga di controllare se effettivamente esisteva una donna migliore di quel tale in quel tale posto?

Anche perchè il discorso "discriminazione" può essere allargato a qualsiasi categoria : semplicemente, poi ognuno può scegliersi la sua. Le donne sono quella più larga. Ma poi esistono i brutti, i poveri, i meridionali, gli stranieri, quelli senza amicizie. E' un dato di fatto che mediamente le persone più avvenenti hanno maggiori possibilità. Così come quelle con maggiori disponibilità e maggiori conoscenze. Così come quelli che hanno studiato dove conta di più. Non è detto che un laureato al Politecnico di Milano sia più bravo di uno laureato a Catanzaro che magari non aveva i soldi per studiare fuori, ma si sa che il primo avrà le porte spalancate, l'altro un po' meno.
Eppure, la legge non dice nulla in proposito, le condizioni di partenza sono uguali per tutti, ma i risultati non lo saranno, sia per merito sia per una sorta di discriminazione di fondo.

Il discorso meritocratico poi, secondo me andrebbe rivisto. Che nel nostro paese ci sia una grave mancanza di meritocrazia è lapalissiano, ma questo col femminismo c'entra poco e niente. Il problema della raccomandazione, in Italia, è quanto di più paritario vi possa essere. Quante donne ad esempio occupano posizioni di potere perchè figlie-amiche-cugine-amanti-puttane di fiducia-di questo o quello, rubando il posto a uomini (o donne) più meritevoli? Tante quanti i corrispondenti uomini, non c'è dubbio.

Quando poi sento dire che per risolvere il problema "meritocrazia" ci vogliono quote rosa o altre scemenze, davvero mi cascano le braccia. Ogni tanto rispunta fuori la solita banalità del tipo "abbiamo bisogno di più donne in politica" oppure "è ora di un premier donna" e ogni volta mi chiedo : ma perchè mai? Rolling Eyes
Che ci dobbiamo fare con più donne in politica? Quello di cui abbiamo bisogno, ad esempio, avendo la classe politica più indecente e corrotta che la storia ricordi, sono politici ed amministatori onesti e capaci. E basta. Donne, uomini, anche transessuali : basta che abbiano quelle fondamentali qualità.

Per me il femminismo, così come l'antirazzismo, la difesa degli omosessuali e qualsiasi movimento a sostegno di qualsivoglia minoranza discirminata (o presunta tale), pur partendo da uno scopo nobile e sacrosanto, ormai si sono trasformati in una sterile difesa corporativa, in una sorta di ghettizzazione, direi quasi di campanilismo, di sostegno aprioristico e pregiudiziale a qualunque persona associata, con punte di sessismo o financo di razzismo inverso in certi casi limite.

Ma io mi chiedo, ma il semplice schierarsi dalla parte di chi ha ragione, di chi subisce un torto, di chi è meritevole, onesto, nel giusto, "senza distinzioni di sesso, razza, religione, condizione sociale" (cit.) pare così brutto? Sad
Valmor - Lun Set 05, 22:21:31
Oggetto:
Serpiko ha scritto:
Valmor ha scritto:

La tua risposta è superficiale e totalmente priva di costrutto.

Non è in questione l'armonia ma la parità dei diritti, trovi forse che ci sia oggi? Per le stesse funzioni lavorative le donne vengono pagate di meno, inoltre assolvono a molte delle funzioni familiari - cura dei bambini e degli anziani.

Se poi non conosci la storia dell'emancipazione femminile sono fatti tuoi, lascia cadere le occasioni per dire cose inutilmente ignoranti e studia.

Sul medioevo hai perso un'ottica occasione per stare zitto... tieni conto che sei privilegiato sia temporalmente - le guerre mondiali sono poche decadi fa - e spazialmente - pensa alle guerre che si svolgono solo nei pasi confinanti: Palestina, Libano, Iraq, Sudan...


Valmor sono punti di vista, anche io ritengo la tua risposta superficiale e priva di costrutto ma non per questo mi sento autorizzato a scendere sul personale, non sei tu a darmi fastidio (altrimenti ti avrei ignorato/a) la tua aggressività e' inopportuna

Mi sembra che stai generalizzando un po' troppo, in alcuni posti la parità c'è in altri purtroppo no, per esempio io e mia moglie lavoriamo nella stessa ditta abbiamo lo stsso stipendio e assolviamo alle funzioni familiari nella stessa misura

per quanto riguarda il discorso sul medioevo la tua precisazione non fa altro che ripetere quello che ho gia' sottinteso, e cioe' che in quanto uomini e donne della nostra epoca ed in Europa occidentale siamo bene o male tutti “privilegiati”


e con questo passo e chiudo visto che il rapporto tempo_che_ho_a_disposizione/interesse_che_provo_verso_questo_argomento non mi consente di andare avanti


No, amico bello, non rigiriamo la frittata. Qui se c'è qualcuno di inopportuno sei tu, ti vorrei ricordare che IO ho aperto il 3th e TU hai risposto che queste cose ti riportano alle elementari (?) e ne hai le palle piene (sic), quindi ti sei preso quel che meriti. Se chi interviene su di un argomento o accetta il confronto - il che vuol dire misurarsi e argomentare - o sta zitto, altrimenti sembra una provocazione. Prendo atto del tuo abbandono.

@ giambi: credo che le ragazze che escono per la festa della donna per gli spogliarelli non si considerino femministe... E sui cda una rondine non fa primavera, sappi infatti che nelle società quotate in borsa le donne sono solo il 4,8%.
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E questo è un fatto - a meno che, naturalmente, tu non abbia delle fonti statistiche più attendibili. Per cui se vedi questa grande emancipazione femminile evidentemente frequenti un ambiente particolarmente illuminanto ma non ci farebbe male avere una visione più generale.
E credo che anche dare un'occhiata a questo non sarebbe male per parlare della condizione femminile in Italia:
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Ma mi piacerebbe capire cosa vi spinge appena si nomina il femminismo, che evidentmente non conoscete nella sua articolazione storica a dire EMERITE SCIOCCHEZZE. Il testo, ripeto, dice alle donne: siate grate alle femministe perché quel che avete oggi qualcuno ha combattuto per darvelo. A ciò si risponde, con singolare MANCANZA DI COSTRUTTO (ribadisco) che la condizione delle donne non è male affatto, e che devono smettere di frignare. Perché chi ha detto il contrario, scusate?Ma se la premessa è proprio di essere grate per i diritti acquisiti, dove sta il punto? quello lo dice la storia, non le tizie che vedete negli uffici pubblici o nei locali o nella p.a. Per cui accogliendo l'incongruità evidente dei rilievi raccolgo la sfida del confronto storico, vogliamo tirare fuori i testi legislativi del passato e ripercorrere la storia? Questo mi parrebbe un ottimo punto di partenza:
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Se poi vogliamo parlare con un minimo di nozione della condizine femminile oggi, beh è un altro punto. e mi pare che il punto di partenza sia più sbagliato come non si potrebbe. Lo capisce anche un idiota che se qualcosa è migliorato non vuol dire che abbia raggiunto la condizione ottimale. Lo stesso potrebbe dirsi dell'infanzia, induibbiamente nell'800 la condizione era peggiore ma lo sfruttamnto infantile esiste ancora, l'esclusione scolantica esiste, e certo la si può migliorare. Se si gabella traballanti inferenze per inossidabili dogmi che le cose sono tutte ok evidentemente ci si vieta di migliorarle, no?
Valmor - Lun Set 05, 22:58:21
Oggetto:
Saratoga ha scritto:


Non capisco poi il continuo citare quante donne sono capitani d'industria o primari o che altro. Questo dovrebbe voler dire qualcosa? Non capisco perchè ci sia questa idea che ad uguali condizioni di partenza, si debba poi giungere a medesimi risultati.
Tanto pe dire, potrebbero esserci più uomini in posti di potere perchè sono più capaci. E attenzione, non sto dicendo che sia così, ma che anche questa è una possibilità, e il fatto che a femministe e difensori del femminismo questa possibilità non passi mai per la testa mi stupisce non poco. Si da per scontato che ci sia discriminazione, senza poi verificare che sia vero. Qualcuno si è mai preso la briga di controllare se effettivamente esisteva una donna migliore di quel tale in quel tale posto?
(


Io mi stupisco del tuo stupore. Guarda, parlando di numeri statisticamente significativi tirare fuori il merito in termini di propensioni e caratteristiche individuali è impensabile, devi tirare fuori una causa più generale. I razzisti la individuano in fattori di ordine genetico ("le donne non hanno le palle per il comando"), io preferisco una causa sociale, come il corporativismo maschile... potrebbe essere il minor grado di istruzione, ma se ti dai la pena di aprire i link che ho messo scoprirai che le donne studiano di più e meglio di noi. Perciò non mi stupisco della tua esperienza ma vedrai che dopo essere uscite nell'ambito del lavoro la parità retrocederà.

sulle raccomandazioni: se sono così indistinte per sessi, com'è che per i maschietti funzionano meglio? guarda il dato che postato sopra...

A me pare ingenua,comune a tutti coloro che celebrano la competizione, il vederla come una gara su territorio neutrale: smettiamo che in una gara podistica alcuni abbiano le scarpe, altri no. Quelli con le scarpe provvedono che il terreno sia adeguatamente cosparso di sassi appuntiti, così vincono sempre. Perché non competere su un terreno più spoglio? Il messaggio originario del femminismo era proprio il cambiamento delle strutture della società non per favorire le donne e basta, ma per togliere gli uomini dal ruolo di dominio, che alla fine è altrettanto alienante. Prova a pensarci.
Saratoga - Mar Set 06, 01:15:06
Oggetto:
Valmor ha scritto:

io preferisco una causa sociale, come il corporativismo maschile...


Io sinceramente non credo ci sia "corporativismo" maschile, anzi, semmai da tempo esiste quello femminile come si diceva sopra, con tutto quello che di negativo comporta.
Le cause possono essere tante, e indubbiamente c'è il retaggio del periodo in cui la donna non aveva pari diritti. Però da qui a promuovere il femminismo come "conquista" di posizioni, sinceramente ce ne passa.
Io non capisco poi se si cerchi la parità totale in ogni campo. Bè, è impossibile.

Siamo diversi. Dobbiamo avere gli stessi diritti e le stesse possibilità, è questo non ci piove. Ma siamo fisicamente e mentalmente diversi. Esistono donne buttafuori? Forse. Ma dubito che si espanderanno. Parità di donne nelle forze armate? Impossibile. Ci saranno mai più uomini a fare i maestri d'asilo? Non credo.
Ci sono poche donne a capo di grandi aziende? Ok, ma che cosa dovremmo fare? Non esiste soluzione, a meno che ovviamente non si ravvisi (caso per caso!) una palese discriminazione. Oggi le donne hanno pari diritti e possibilità e molte arrivano. Altre no. E se non ce la fanno, le dobbiamo imporre per forza?


Citazione:

sulle raccomandazioni: se sono così indistinte per sessi, com'è che per i maschietti funzionano meglio? guarda il dato che postato sopra...


Quale dato? Scusa ma faccio fatica a credere che i maschi possano essere favoriti dalla raccomandazioni : se un Tizio importante ha 3 figlie femmine, cerca di raccomandare quelle, dubito che lasci perdere per far posto a un maschio qualunque...e per cosa poi, per solidarietà maschile?

Tornando al femminismo vero e proprio, anch'io credo che quello battagliero e per i diritti abbia senso in Medio Oriente, in Africa, nell'Europa dell'Est, non certo in Occidente.
Tanto per fare un esempio, la persona più potente d'Europa è una donna, e a giudicare dal suo aspetto fisico, dubito che sia arrivata li concedendosi a qualcuno.

Un altro problema che nessuno si pone mai poi è come le donne stesse dovrebbero "combattere" per i loro diritti, quando una parte di loro è in gran parte responsabile dell'idea di società che abbiamo.
Ho sentito da più signore adulte e scafate dire ad una mia amica, molto giovane e appena fidanzata con un ragazzo più grande e molto ricco "e bucalo sto preservativo!" a intendere che era il caso di farsi mettere incinta, per trattenere il tizio per sempre a se e farsi mantenere. Visione direi orribilmente maschilista e retrograda, ma niente affatto rara, credo.

Ecco forse il movimento in difesa delle donne, anzichè mettersi a cavillare sui dati di non si sa bene cosa, del tipo "in Italia solo 4,6 donne ogni 100 fanno questo, in Germania il 6,4" senza che si capisca dove vogliano arrivare, dovrebbe occuparsi di cose come questa. O delle cose davvero serie e dove le donne subiscono davvero, in primis ovviamente la violenza, che è un problema drammatico.
Oppure la difesa dei diritti delle donne appunto dove c'è bisogno, in buona parte del terzo mondo o altri posti, dove sono trattate come animali, a livelli medievali.

Peraltro, certi atteggiamenti femministi sono secondo me assurdi, perchè sembrano quasi di "rivincita", sullo stile "adesso spetta a noi". E' una follia. Sarebbe come a dire che adesso i neri dovrebbero avere privilegi in più, far sedere i bianchi in fondo agli autobus per un pò di tempo, e poi pari siamo e si diventa tutti uguali.

Il femminismo, o almeno una parte degenere di esso, tende a vedere la parità come una sorta di omologazione : le donne devono essere come gli uomini. Che è una follia da fermare subito. Tanto per ricordare un episodio, ricordo quando il pugile Clemente Russo fece un commento negativo sulla boxe femminile. Ovviamente i soliti forsennatii che difendono categorie per partito preso scattarono su incazzosi a insultarlo e via il solito megapippone femminista.
E invece era solo un commento su uno sport, magari anche condivisibile, visto che qualcuno può trovare deplorevole il fatto che due donne si dedichino a sport violenti. Del resto, uno dei principali pregi del genere femminile, che le rende migliori in questo senso, è proprio questo, la solitamente scarsa propensione alla violenza, alla zuffa, a questi atteggiamenti da cavernicoli.
Per non parlare della bassissima pericolosità sociale e della ridotta propensione al crimine. Mediamente le donne sono solo il 4 % dei detenuti : questa percentuale la vogliono forse aumentare rispetto agli uomini? Da come la mettono alcune la cosa non sembrerebbe dispiacere.
Così come quando spunta fuori la rarissima vicenda di una donna boss di criminalità organizzata, c'è da parte di certi una sorta di malcelata soddisfazione, come a dire, anche in questo campo possiamo dire la nostra.
D'accordo che magari si parla di casi estremi, ma la parità davvero vuol dire arrivare anche a questo?

Concludo dicendo che probabilmente in certi ambienti entra anche il gioco in fatto che ad alcuni uomini non va giu di essere di grado inferiore ad una donna, di prendere ordini. Il punto è che talvolta capita che la tizia in questione si comporti esattamente sullo stile "adesso vi faccio vedere io". Ho visto personalmente qualche caso, certe donne si sentono in dovere di vendetta verso un genere intero e ritengono di dover trattare male qualsiasi maschio gli capiti sotto mano. E certe cose poi fanno veramente girare le palle (e si pu dire, a quanto ho visto) e scatenano rigurgiti maschilisti anche in chi normalmente non ne avrebbe mai.
Serpiko - Mar Set 06, 10:55:05
Oggetto:
Valmor ha scritto:


No, amico bello, non rigiriamo la frittata. Qui se c'è qualcuno di inopportuno sei tu, ti vorrei ricordare che IO ho aperto il 3th e TU hai risposto che queste cose ti riportano alle elementari (?) e ne hai le palle piene (sic), quindi ti sei preso quel che meriti. Se chi interviene su di un argomento o accetta il confronto - il che vuol dire misurarsi e argomentare - o sta zitto, altrimenti sembra una provocazione. Prendo atto del tuo abbandono.



sono io inopportuno e non il mio intervento?

allora

1 qui "ma a me tutte queste storie sulla guerra tra i sessi mi riportano alle elementari e francamente ne ho le palle piene" non vedo scritto nessun insulto contro di te
ma semplicemente una mia constatazione personale, sono libero di farne?

2 questa e la mia critica/confronto: "Inoltre dubito fortemente che bisogni ringraziare "una femminista" per ogni punto elencato sopra". Forse non sono stato abbastanza esplicito? Bene chiarisco: per tutti quei punti elencati sopra non credo si debba ringraziare solo una femminista ma molte persone, uomini e donne.
Il mettere tutto in versione femminista mi costringe a dare un interpretazione sessista al tuo testo, ecco quindi spiegate le palle piene di cui sopra.

allora vuoi continuare a mancarmi di rispetto ed insultarmi?
gianbi - Mar Set 06, 15:10:39
Oggetto:
Continuo a pensare che la polemica femministe/diritti delle donne sia davvero stucchevole e superficiale.
Le donne in europa hanno fior di diritti. Anche sul lavoro le donne hanno una forte tutela (D.Lgs 151/2001).
Sinceramente, la storie delle mimose e delle quote rosa, o dei diritti acquisiti solo perchè donne non mi convincono.
La parità si conquista sul campo. Hai i numeri? Competi.
Del resto le donne grinta ne hanno da vendere: basta andare in un qualunque ufficio di tribunale dove si celebrano separazioni per vederlo.
Personalmente sono anche convinto che donne e uomini siano diversi in molte cose. Rendere uguali 2 cose diverse è oltretutto ardito.
Boh, io mi fermo qui. Ho idee troppo radicali in materia e sono certo che urterei i forumiani più sensibili.
sweepsy - Mar Set 13, 20:34:54
Oggetto:
Mi stupisco che questa discussione stia avvenendo solo tra uomini.. o forse non mi dovrei stupire
E poi non capisco perche` aggredire Valmor che esprime con buon senso cose che mi sembrano evidenti. Come dice anche gianbi c'e` tutela per le donne oggi, almeno su carta. Ma tra uguaglianza formale e sostanziale passano le angherie, i silenzi, le discriminazioni e le violenze (non solo fisiche) quotidiane.
E mi fa ridere la posizione di Saratoga per cui il femminismo servirebbe nei paesi "inferiori' perche` qui siamo civilizzati (sintetizzo e brutalmente riduco il discorso). Gia`. Peccato che in un paese dove il senso comune (che non e` buon senso) non alza neanche un sopracciglio di fronte ad affermazioni come la seguente:

Saratoga ha scritto:
Tanto per fare un esempio, la persona più potente d'Europa è una donna, e a giudicare dal suo aspetto fisico, dubito che sia arrivata li concedendosi a qualcuno.


possa dire di aver raggiunto il livello ottimale di equilibrio nel trattamento dei sessi.
Nessuno vuole che uomini e donne siano uguali, tanto meno le donne. Ma se non si riesce ad ammettere che la parita` non e` qui ed ora ma un traguardo da raggiungere, e per cui e` necessario lottare ed impegnarsi tutti, perche` di strada ancora ce n'e` da fare, siamo proprio messi male.
Saratoga - Mer Set 14, 00:36:04
Oggetto:
sweepsy ha scritto:

Mi stupisco che questa discussione stia avvenendo solo tra uomini.. o forse non mi dovrei stupire


C'è da tenere anche conto che il forum si è progessivamente spopolato...sarà anche per quello, sono rimasti a scrivere in pochi e sono tutti uomini.

Citazione:

E mi fa ridere la posizione di Saratoga per cui il femminismo servirebbe nei paesi "inferiori' perche` qui siamo civilizzati (sintetizzo e brutalmente riduco il discorso).


Io dico che in certe aree del mondo servirebbe il femminismo che avevamo qui un centinaio di anni fa, cioè quello che lotta per cose concrete, per dei diritti sacrosanti che ancora sono utopia, mentre in Occidente sono realtà consolidata da decenni, anche grazie alle battaglie femministe.
Per questo ritengo che il "femminismo" da noi sia non solo superato, ma sovente anche dannoso, superfluo, irritante, ridotto sostanzialmente a lobby, a promozione di una determinata categoria a scapito, in sostanza, di quel basilare criterio che dovrebbe essere alla base di ogni cosa in una società moderna : meritocrazia.

Citazione:

possa dire di aver raggiunto il livello ottimale di equilibrio nel trattamento dei sessi.


Era solo per dimostrare che in Occidente esistono anche donne di una certa importanza e che arrivano, per meriti propri, fino ad occupare di fatto la più importante carica politica dell'intera Europa.
Senza stare a fare i conti sulle percentuali di donne a capo di questo o quello.

Citazione:

Nessuno vuole che uomini e donne siano uguali, tanto meno le donne.


Eh, non credo che tutti la pensino così però, io in certi casi, in certo femminismo moderno esasperato, vedo ogni tanto qualcosina andare in tal senso.

Citazione:

Ma se non si riesce ad ammettere che la parita` non e` qui ed ora ma un traguardo da raggiungere, e per cui e` necessario lottare ed impegnarsi tutti, perche` di strada ancora ce n'e` da fare, siamo proprio messi male.


Si ma evidentemente abbiamo idee diverse su come si debba raggiungere, una parità nei fatti.
Io credo che oggi abbiamo bisogno di difesa delle donne da soprusi, violenze e angherie varie, fisiche e morali, e di combattere, dove ci sono, le discriminazioni palesi, dimostrate e oggettive. Non abbiamo bisogno di "femminismo", che è un'altra cosa, cioè difesa corporativa di una categoria, per quanto vasta.

Credo che la promozione di un maggior ruolo della donna della società non possa assolutamente prescindere dalla meritocrazia, di fronte alla quale ogni azione lobbystica in favore di questo o quel gruppo sociale disagiato (o presunto tale) deve passare in secondo piano. Gli "affirmative action" che vengono attuati in favore di questo o quello, come le quote rosa, non sono altro che razzismo al contrario, discriminazione positiva : non sono accettabili in una società civile. Capisco che fa molto figo, molto politcally correct farlo, ma la razionalità, e soprattutto, i meriti personali, non possono andare a farsi fottere perchè bisogna ripagare questa o quella categoria che in passato era svantaggiata.

Per questo sono contrario al femminismo, non è questione di guerra fra sessi (che secondo me dovrebbe essere prerogativa dei bambini delle elementari, e solo di quelli), o di maschilismo o di volontà di potere, tipo i discorsi da osteria "l'uomo lavora la donna sta a casa a fare il bucato", ma solo di buon senso.
sweepsy - Lun Set 26, 23:50:52
Oggetto:
Se l'occidente ha la coscienza a posto per quanto riguarda le pari opportunita`, l'Italia non e` occidente:
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E comunque avere una visione macchiettistica del femminismo non risolve il problema, semmai lo complica (dato per implicito il fatto che il problema ci sia, checche` ne dica qualcuno)
Saratoga - Ven Set 07, 01:09:55
Oggetto:
Argomento in disuso da un anno almeno, ma mi ha colpito questo sconcertante articolo sul Corriere :

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Ancora la pagliacciata delle quote rosa, che il giornale si vanta pure di difendere come fosse una "guerra". Per fortuna vedo che esiste un vasto fronte, soprattutto dall'UK, che si oppone a questa follia, con motivazioni semplici ed efficaci, riassunte nell'articolo che riporto qui :

Citazione:

Come si può imporre per legge il sesso di chi siede in un Consiglio di amministrazione? Non è questa una violazione del principio meritocratico, secondo cui contano solo l’impegno e il valore dell’individuo, maschio o femmina che sia?


Talmente ovvio che non è necesasrio aggiungere altro.
va a ciapè i rat - Lun Ott 08, 02:06:31
Oggetto:
gianbi ha scritto:

Sinceramente, la storie delle mimose e delle quote rosa, o dei diritti acquisiti solo perchè donne non mi convincono.
La parità si conquista sul campo. Hai i numeri? Competi.


Personalmente, non sono molto favorevole alle "quote rosa".
Credo siano la forma più grande di ipocrisia, del nostro tempo.
Non penso che una persona debba essere valutata, in base al proprio sesso,
bensì, in base alle proprie competenze, alla propria professionalità, al proprio curriculum, ai propri meriti. Secondo me, la legge sulle "quote rosa"
(Carfagna (Pdl) prima, Golfo (Pdl) e Mosca (Pd) dopo), presenta almeno un problema: dovendo riempire un certo numero di posti, destinandolo a sole donne, perchè la legge vuole così, ed avendo a disposizione un numero ristretto di persone tra cui scegliere, non necessariamente di gran qualità, finirei con l'affidare un dato incarico, solo in funzione dell' ottemperanza di quella legge. Questo, a scapito del tanto invocato merito. Va da sè, che, (se) non essendoci un limite imposto per legge, CHIUNQUE, in possesso di dati requisiti, possa aspirarvici.

"[...] “Vorrei che le donne arrivassero ai vertici per quello che valgono – aggiunge la Argenti -, non perché rientrano in quote”. [...]"
fonte:
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Condivido lo stato d'animo di chi (Valmor), dati alla mano, mostra una bassa percentuale di presenza femminile, all'interno di determinate realtà.
Che fare ? Come invertire questo trend ? Non conosco la risposta.
Ma sono cmq. convinto, che, una legge sulle "quote rosa", non sia necessariamente una cosa ben fatta.

Tra l'altro, se dovessi valutare il risultato delle donne in politica, oggi, non penso, che, la loro presenza, sia necessariamente indice di elevata professionalità e bravura.
E mi costa doverlo dire, ma, in fatto di "quote rosa", mi tocca persino essere daccordo con Casini (UDC), quando dice:

"[...]"Ci saranno quindi - aggiunge - certamente donne meritevoli ma non possono passare con le quote rosa. Anche per questo abbiamo fatto una battaglia per le preferenze". Casini conferma inoltre quanto dichiarato a Radio Radicale sull'assenza di donne "particolarmente incisive" al governo e in Parlamento: "Ho detto che non vedo Nilde Iotti all'orizzonte". [...]" .
fonte:
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Come scrive sweepsy, c'è molta differenza fra uguaglianza formale e sostanziale.
Ecco, se fossi il legislatore, cercherei di intervenire su questo punto,
cercando di rendere l'uguaglianza, un "fatto compiuto"; Rendendo l'uguaglianza,
un fatto culturalmente accettato. Favorendo leggi, che puniscano in maniera durissima, violenze, angherie, umiliazioni.
Ma, in tutto ciò, la legge sulle "quote rosa", che c'azzecca ?

Ciò detto, tanto di plauso al femminismo ed alle sue battaglie.
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